Camusso: “Monti alla Fiat è stato un gigantesco spot elettorale"

di 21.12.2012 9:30 CET
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Reuters

Per il segretario della Cgil Susanna Camusso l'intervento di ieri di Mario Monti alla Fiat di Melfi è stato “un gigantesco spot elettorale”. L'annuncio di ieri dell'Amministratore Delegato dell'azienda Sergio Marchionne riguardava l'investimento di un miliardo di euro nello stabilimento e predisporla alla produzione, da fine 2014, di due nuovi modelli con i marchi Fiat e Jeep. Secondo la Camusso è stata una manovra elettorale: "C'è una coincidenza sospetta tra l'annuncio di Marchionne e la scelta politica del presidente del Consiglio, e il sospetto è confermato dal messaggio uscito ieri a Melfi, dalla sovrapposizione tra Fiat e governo".

Ieri, nello stabilimento di Melfi, Monti ha fatto un vero e proprio discorso pre-elettorale: "Mi sembra che qui a Melfi oggi vinca quell'Italia attiva che sa rimboccarsi le maniche nonostante le difficoltà e che sa guardare con rinnovata fiducia la strada della crescita. Quello che accade qui, oggi, non è magico ma è emblematico della svolta possibile in Italia. Questo è anche il percorso che immagino e vorrei per il nostro Paese", ha affermato il premier.

Si è parlato di “ripartenza”, di “voltare pagina” e di “scommessa sul Paese”. Un impegno che arriva dopo quelli già attuati per Pomigliano e Grugliasco e al quale seguiranno altri investimenti, come ha ricordato Marchionne, illustrando il piano che prevede entro il 2016 la produzione di diciassette nuovi modelli e sette aggiornamenti di prodotti realizzati tutti in Italia. Una “ripartenza” comunque difficile viste le inevitabili liberalizzazioni e i tagli alla spesa che il prossimo presidente del Consiglio dovrà attuare. Ma Monti ha affermato di essere fiducioso nella ripresa del Paese.

"La scelta del tecnico Monti di utilizzare le sue funzioni di governo per la competizione elettorale è un fatto grave", ha detto ancora Camusso. "Monti, prima, ha forzato la mano per portare a una conclusione separata il patto sulla produttività, poi non ha accolto la nostra richiesta di intervenire sul tema della rappresentanza, quindi si presenta con Marchionne a Melfi in questo modo a Melfi, mentre la Cgil viene esclusa", è l'opinione della Camusso che ha aggiunto: "Ho la sensazione che su queste basi Monti voglia avviare la sua campagna elettorale".

Leggi anche:

Marchionne, Melfi primo passo per piano di investimenti in Italia

Commenti