Cartelle Equitalia: proroga della rottamazione al 21 aprile. Tutti i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

di 09.03.2017 17:03 CET
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Se tra le poche certezze degli italiani ci sono le tasse da pagare, allo stesso tempo, c’è anche l’incrollabile certezza che le scadenze subiranno un rinvio. E così è in arrivo la conferma della proroga dei termini per la domanda di rottamazione della cartelle di Equitalia. La scadenza per aderire alla rottamazione passa così dal 31 marzo al 21 aprile.

Cartelle Equitalia: ecco la proroga

Manca solo il via libera definitivo, ma è questione di tempo: al 99% la scadenza fissata al 31 marzo per l’adesione alla rottamazione delle cartelle andrà al 21 aprile.

Come avevamo già spiegato, l’ipotesi della proroga è stata messa sul tavolo dai CAF: la scorsa settimana infatti, l’Agenzia delle Entrate e la Consulta dei CAF hanno siglato un accordo che permette agli sportelli di raccogliere le domande per conto dei contribuenti e trasmetterle al Fisco. Ma per avere il tempo necessario a raccogliere la domanda per la rottamazione e inviarla, la Consulta dei CAF ha chiesto una proroga.

Il (quasi) via libera è arrivato ieri dal viceministro dell'Economia, Luigi Casero, che ha annunciato in commissione Finanze alla Camera il parere favorevole a un emendamento che sposta la scadenza per presentare l'istanza dal 31 marzo al 21 aprile. Se l'emendamento sarà dichiarato ammissibile, promette Casero, avrà il via libera del Governo.

Così facendo, con la proroga, i contribuenti avranno più tempo per aderire alla rottamazione delle cartelle Equitalia: negli ultimi giorni è partira una vera e propria corsa alla rottamazione. Secondo l’aggiornamento di martedì sono 400mila le domande di rottamazione arrivate a Equitalia tra sportelli, e-mail e posta elettronica certificata.

Con la proroga dal 31 marzo al 21 aprile però si modifica anche il calendario successivo: slitta di una ventina di giorni anche il termine concesso a Equitalia per presentare il conto ai contribuenti, dal 31 maggio a metà/fine giugno.

Rottamazione cartelle Equitalia

Com’è noto la legge di stabilità ha introdotto la rottamazione delle cartelle di Equitalia, ovvero la possibilità di pagare i debiti pregressi con uno sconto su interessi e sanzioni.

In particolare con il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 i contribuenti hanno la possibilità di definire in via agevolata i ruoli affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2016. Aderendo alla rottamazione il contribuente deve pagare tutte le somme maturate a favore di Equitalia (capitale e interessi, aggio e rimborso delle spese per le procedure esecutive), ma non dovrà pagare sanzioni, interessi di mora, sanzioni e somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.

Cartelle Equitalia: cosa posso rottamare

I contribuenti possono chiedere la rottamazione delle cartelle che riguardano debito di imposte, tributi regionali e comunali. “Rottamabili” anche le multe stradali per le quali il contribuente non dovrà versare al Fisco gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Al contrario non possono essere oggetto di rottamazione accise e dazi; Iva all'importazione; crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti; recupero di aiuti di Stato; multe, ammende e sanzioni previste a seguito di provvedimenti in caso di condanne penali.

Agenzia delle Entrate: occhio ai tempi

Mentre il Governo dà il sostanziale via libera alla proroga per la rottamazione delle cartelle Equitalia, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato alcuni chiarimenti sull’operazione. L’Agenzia sottolinea che il contribuente che ha aderito alla rottamazione rischia di perderne il diritto se non rispetta le scadenze indicate per i pagamenti.

Se dopo aver avviato il procedimento, precisa l’Agenzia delle Entrate, il contribuente non paga integralmente o paga in ritardo le somme da versare in un’unica soluzione oppure una delle rate (in tutto sono massimo 5), la definizione agevolata perde di efficacia e la procedura non va a buon fine.

In questi casi il contribuente perde il beneficio previsto dalla rottamazione: i versamenti effettuati sono validi come acconto, ma riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza e prosegue l’attività di riscossione.

Una precedente versione di questo articolo è stata pubblicata il 7 marzo.