Caso Cucchi: "la sorella sfrutta tragedia per fare carriera politica"

  | 01.02.2013 15:43 CET
Carcere
Le sbarre di una cella di un carcere in una foto di archivio

Accuse pesanti quelle che Giovanardi, in corsa al Senato con il Pdl, rivolge a Ilaria Cucchi, attualmente in lista con Rivoluzione Civile.

"Come succede sempre in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella è diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così. Suo fratello è una vittima, era una persona malata, ha tentato più volte di recuperarsi, ha avuto una vita difficile da tossico e spacciatore. Ma da questo alla Provincia di Roma che gli voleva intitolare le scuole come se fosse un esempio ai giovani, non ci sto".  

Giovanardi da la sua lettura del caso Cucchi. "Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c'è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite - ha spiegato Giovanardi -. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori. Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l'hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi". Gli agenti sotto processo sono per Giovanardi "tre poveri cristi che lavorano per 1200 euro al mese e subiscono un processo su un'accusa costruita sul nulla".

La replica della sorella di Stefano: "Giovanardi è la chiara espressione della politica che è entrata nel mio processo e che lo ha veicolato dal primo momento. Entro in politica dopo la mia esperienza perché consapevole dei limiti della nostra politica, primo fra tutti la sua lontananza dalle persone normali e da coloro che rappresentano gli ultimi".

 

 

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