Caso Icardi, lite con ultras Inter. Striscioni offensivi e fischi, il bomber ne risente in campo

Wanda Nara e Mauro Icardi
Wanda Nara e Mauro Icardi Reuters

Sin dal suo arrivo dalla Sampdoria nel 2013, i rapporti tra Mauro Icardi e la curva nerazzurra non sono mai stati idilliaci, ora però sembra si siano definitivamente chiusi, in maniera insanabile. La dura contestazione degli ultras dell'Inter, durante la gara col Cagliari al Meazza, ha origine in settimana, dopo la pubblicazione di una autobiografia dal titolo Sempre Avanti. Il libro è uscito recentemente e molti giornali sportivi, ma soprattutto il popolo del web, hanno fatto in modo di estrarre e diffondere alcuni stralci che hanno infiammato la polemica.

Viene anche da chiedersi il motivo, della pubblicazione di una autobiografia, da parte di un calciatore argentino di 23 anni. Ma questa è un'altra storia. I fatti descritti nel libro, che hanno scatenato il putiferio, risalgono a un Sassuolo-Inter 3-1 (febbraio 2015), sconfitta nerazzurra a culmine di un periodo poco fortunato per la squadra, una serie molto negativa insomma. La squadra, con Icardi in testa, si reca sotto la curva in contestazione, per chiarirsi e calmare gli animi. In particolar modo, questo il paragrafo su quel giorno, che ha creato la spaccatura coi tifosi (fonte: Il Post):

"Mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: ‘Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti’. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. (…) Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Ma io ero stato chiaro: ‘Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo’. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce. (…) Un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse. (…) Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao… Oggi fra me e i tifosi della Nord c’è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra."

La risposta della curva è stata perentoria. Icardi, con loro, ha chiuso. Inutile il tentativo di Maurito via twitter e social vari, di recuperare la situazione. Inascoltato l'appello di tifare, durante la partita con il Cagliari, almeno la squadra. Dura la contestazione al Meazza, con numerosi striscioni offensivi nei confronti del capitano, un esempio: "Usi un bambino per giustificarti e tiraci fango in faccia, non sei uomo... non sei capitano... sei solo una vile merdaccia". Durante il match poi l'epilogo più triste. Il rigore concesso ai nerazzurri viene battuto proprio da Icardi, coperto dai fischi dalla curva. Il penalty viene fallito (c'è anche chi pensa lo abbia fatto di proposito), la curva esulta all'errore. La gara poi verrà persa dall'Inter per 1-2.

Sotto casa di Icardi a Milano è poi stato esposto uno striscione eloquente in serata: "Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?". Anche la società nerazzurra, per bocca del vicepresidente Javier Zanetti, sembra schierarsi dalla parte dei tifosi. Al momento la dirigenza sta valutando eventuali azioni, da applicare al giocatore. Queste le parole di Ausilio riportate da Il Post: "ci sono state situazioni che non sono piaciute a noi come non sono piaciute ai tifosi, direi giustamente. Domani avremo il tempo di valutare, insieme anche a lui, perché è giusto comunque che il ragazzo si prenda le proprie responsabilità, ne venga a parlare in società con noi, e poi prenderemo sicuramente delle decisioni".

Il personaggio Icardi ha da sempre fatto discutere. Lo stesso Diego Armando Maradona aveva attaccato duramente il bomber pochi giorni fa: "Icardi? Dei traditori non parlo. Io sono qui alla Partita della Pace, lui invece con questa partita e con i bambini non c’entra niente". Un chiaro riferimento alla vicenda "Maxi Lopez" (leggi qui l'articolo relativo), ex marito di Wanda Nara (ora compagna dell'Interista) e padre dei figli che ora vivono assieme a Maurito.

Infine non è stata del tutto digerita da tifosi nerazzurri e società, la diatriba estiva, montata dalla stessa compagna Wanda Nara diventata procuratore di Icardi, culminata con il maxi ritocco dell'ingaggio del calciatore, divenuto necessario per non perdere il bomber più profilico della Serie A. Cala il sipario tra il capitano dell'Inter e la Curva degli ultras, e cala anche il rendimento di Icardi in campo.