Censis: in Italia crollano i quotidiani e cresce il web

di 09.12.2012 13:49 CET
Internet
L'Unione Europea vuole riformare il modo nel quale viene gestita la rete internet a livello globale IBTimes.com

Con l’avvento e la diffusione di internet i media tradizionali stanno vivendo una forte crisi, soprattutto negli ultimi anni. Questo è quanto emerge da un rapporto del Censis che segnala la forte crisi dei media tradizionali a favore di quelli digitali. Gli unici che riescono a mantenere alta la propria competitività sono quelli che hanno aggiunto alla loro offerta anche servizi usufruibili attraverso internet e soprattutto tramite dispositivi mobile, tablet e smartphone su tutti.

A fare le spese di questa evoluzione tecnologica sono soprattutto i quotidiani. Il numero di lettori, sceso del 2.3% tra il 2011 e il 2012, cinque anni fa corrispondeva al 67% degli italiani mentre ora è solo del 45.5%. Numeri che sembrano in continua diminuzione, ma che fanno invece il bene di internet: l’utenza su internet è salita al 62.1%, un incremento del 9% solo nell’ultimo anno. Il numero è ancora più alto se si guardano i giovani (90.8%), le persone istruite con diploma o laurea (84.1%), gli utenti delle grandi città (74.4%).

A trascinare gli utenti su internet sono soprattutto i social network, Facebook in primis: il 66.6% di chi utilizza il web infatti ha un account del social network di Zuckerberg.

Ma ad essere ridotti non sono solamente i quotidiani, anche i portali di informazione generici sono utilizzati da un terzo degli italiani. L’attitudine globale è quella di personalizzare le proprie fonti di informazione, creando di fatto un giornale personale che contiene però solo notizie che l’utente vuole conoscere, a discapito di un’informazione generale. Tutto a favore dell’informazione “fai da te”, che però non sempre offre una visione generale del mondo che ci circonda.

Dati davvero importanti che stanno comunque cambiando radicalmente il modo di fare comunicazione sia in Italia che nel resto del mondo. Il digitale ormai è il futuro e con la diffusione sempre crescente di internet e degli smartphone sarà difficile evitare la crescita di questi numeri.

[Fonte: Censis

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