Centrale nucleare di Garigliano, si indaga per disastro ambientale

  | 08.12.2012 9:28 CET
Centrale nucleare
Le calotte di una centrale californiana

Secondo quanto riportato dal giornale locale Latina Oggi, la Procura di Santa Maria Capua Vetere avrebbe aperto un'indagine per disastro ambientale relativa alla centrale nucleare di Garigliano, a metà strada tra le province di Caserta e Latina.

La battaglia condotta da tempo dalla popolazione locale avrebbe portato dunque all'apertura di un'inchiesta giudiziaria che vedrebbe iscritto nel registro degli indagati Marco Iorio, responsabile della disattivazione dell'impianto per conto della Sogin Spa (società di proprietà del Ministero dell'Economia). Secondo le accuse i controlli ambientali intorno alla zona sarebbero stati abbandonati da anni. Inoltre sarebbero stati sotterrati rifiuti radioattivi a mezzo metro di profondità e gli scoli del reattore andrebbero puntualmente a finire nel vicino fiume Garigliano.

"E' stata una follia costruirla in quel punto - ha spiegato al Fatto Quotidiano Roberto Lessio, ex presidente di Legambiente Latina - La struttura venne fermata, tra gli altri motivi, in seguito ad un'esondazione avvenuta nel novembre 1979, quando l'acqua sommerse gli impianti in funzione e si rischiò la fusione del nocciolo. L'impianto venne chiuso nel 1982, ma 30 anni dopo gli scoli del reattore sono ancora lì e vengono sommersi dall'acqua ogni volta che il Garigliano rompe gli argini".

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