C’era una volta un porto delle nebbie – di Giancarlo Santalmassi

di 14.04.2017 22:16 CEST

 

Niente nebbia su Roma Una volta la chiamavano la procura delle nebbie. Perché si arenava tutto, non progrediva un’indagine. A cominciare dall’affaire sul Generale de Lorenzo. Alle indagini più delicate (la procura di Padova, il giudice Tamburino e La Rosa dei Venti: i capelli grigi ricorderanno) la Procura di Roma metteva l’etichetta dell’attentato all’ordine costituzionale del Paese e così venivano avocati gli atti e tutto finiva lì, nel fondo di un cassetto…

Col nuovo capo della procura, Pignatone, la musica è cambiata. Dopo aver tolto le indagini sulla Consip al Nucleo operativo ecologico (NOE) dei carabinieri per evidente conflitto di interessi, la procura di Roma ha sventato l’attacco a Renzi sul caso Romeo che, si è saputo, non aveva parlato con Tiziano Renzi, padre di Matteo, ma con un vecchio arnese che risponde al nome di Italo Bocchino. Insomma, un po’ di luce là dov’era l’opacità.