Champions League, pregi e difetti delle possibili avversarie della Juventus

L'esultanza dei giocatori della Juventus
L'esultanza dei giocatori della Juventus Reuters

Missione Champions. Dopo l’impresa col Barcellona, la Juventus punta a salire sul tetto d’Europa per la terza volta nella sua storia. La strada verso Cardiff si delineerà venerdì mattina, quando i bianconeri scopriranno l’avversario da affrontare in semifinale. Il Real Madrid di Cristiano Ronaldo, l’Atletico del Cholo Simeone o il Monaco dei ragazzi terribili di Jardim: che cosa riserverà l’urna di Nyon ai pentacampioni d’Italia?

SORTEGGIO SEMIFINALI CHAMPIONS LEAGUE: CLICCA QUI PER LA DIRETTA

La logica induce a sperare nella squadra del Principato, ma, arrivati a questo punto della competizione, i calcoli lasciano il tempo che trovano. Tutte e tre le squadre che puntano alla coppa dalle grandi orecchie sono temibili. Soprattutto, tutte e tre devono incrociare le dita e augurarsi di non pescare la Juventus. Che contro Messi e Neymar ha messo a tacere scettici e gufi, dimostrando di avere tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo.

LE POSSIBILI AVVERSARIE DELLA JUVENTUS:

REAL MADRID:

PREGI: I galacticos si presentano all’appuntamento con le semifinali da campioni di tutto. Lo scorso anno hanno vinto la Champions battendo in finale i cugini dell’Atletico per poi aggiudicarsi il Mondiale per club a dicembre. Pur non avendo fatto mercato in estate per via della sanzione comminata dalla Fifa (è stato ricomprato soltanto Morata), la corazzata di Zidane non ha avuto battute d’arresto. Due i record battuti dopo aver eliminato il Bayern Monaco ai quarti: il Real è l’unica squadra ad aver centrato per la settima volta di fila la qualificazione alle semifinali di Champions League e Cristiano Ronaldo è il primo giocatore ad aver toccato e superato quota 100 gol nella competizione più prestigiosa del Vecchio Continente.

Già, CR7. La stella portoghese, che prima della doppia sfida con i tedeschi era andato a segno soltanto due volte in Europa, ha ripreso a brillare nel momento più importante. Tra andata e ritorno, Ancelotti è stato colpito cinque volte: un chiaro messaggio alle rivali. Il Real Madrid non esprime un calcio spettacolare, ma può contare su giocatori decisivi come Bale (troppo spesso, però, fermato dagli infortuni), Benzema e Sergio Ramos. Il difensore spagnolo, già 10 gol in stagione, è l’arma in più a disposizione di Zidane. L’uomo in grado di risolvere le partite cruciali con i suoi colpi di testa che sono come fucilate. Ne sa qualcosa l’Atletico Madrid. E anche il Napoli, freddato due volte al San Paolo in 5’.

DIFETTI. Come il Barcellona, anche il Real Madrid non vanta un reparto difensivo inespugnabile. Sia negli ottavi contro i partenopei, che nei quarti contro il Bayern i blancos hanno sempre subito gol. E, se non fosse stato per gli errori macroscopici di Kassai, probabilmente neppure sarebbero approdati in semifinale. Insomma, per quanto forte, la compagine madrilena non dà l’idea di essere invincibile.

ATLETICO MADRID:

PREGI. La solidità. La compattezza. La concretezza preferita allo spettacolo. La garra di Simeone. L’Atletico è la perfetta fotografia del suo allenatore. In campo, undici guerrieri. Leoni pronti ad azzannare i polpacci degli avversari. Il punto di forza dei colchoneros è senza dubbio il pacchetto arretrato, che, come la Juventus, subisce pochissimi gol. Due le reti incassate nella fase a gironi, tre tra ottavi e quarti. Nella Liga Oblak è stato trafitto 24 volte in 32 partite. Lì davanti, poi, c’è un attaccante come Griezmann in grado di fare la differenza: i gol in stagione del ventiseienne francese sono 24, impreziositi da 11 assist. L’Atletico è forse la squadra più ostica da affrontare e non è affatto un caso se per due volte negli ultimi tre anni è approdato in finale di Champions. Sarà la volta buona?

DIFETTI. Rispetto alle ultime annate, i colchoneros non sono mai stati in lotta per la Liga. La coperta corta e le voci d’addio di Simeone si sono probabilmente ripercosse sul gruppo. Qualitativamente la rosa è inferiore rispetto alla Juventus. 

MONACO:

PREGI. La freschezza, la voglia e la possibilità di giocare senza l’assillo e la pressione del risultato a tutti i costi. La squadra di Leonardo Jardim è la vera sorpresa di questa stagione calcistica. Il tecnico portoghese ha trasformato una banda di ragazzini in una vera e propria macchina da gol: 90 le reti realizzate in Ligue 1, 21 in Champions, di cui 6 agli ottavi contro il Manchester City di Guardiola e 6 al Borussia Dortmund. Il 4-4-2 dell’undici del Principato è uno spettacolo per gli occhi: Lemar e Bernardo Silva imperversano sulle fasce, il ritrovato Falcao (27 reti) e il diciottenne Mbappé (22 gol e 11 assist) sono i terminali offensivi di una squadra pensata per far male l'avversario. Mbappé è il talento emergente che ha fatto innamorare mezzo mondo: c’è chi lo paragona a Henry e chi addirittura al Fenomeno Ronaldo.

DIFETTI. La mancanza d’esperienza a certi livelli potrebbe pesare più dell’entusiasmo. E, poi, la fase difensiva. Il Monaco subisce tanto, come testimoniano i 5 gol incassati all’Etihad e i 3 totali nel doppio confronto col Borussia.