Cina e Giappone tornano allo scambio diretto di yuan e yen

  | 26.12.2011 17:45 CET
Stretta di mano tra il primo ministro giapponese, Yoshihiko Noda, e il presidente della Cina, Hu Jintao
Stretta di mano tra il primo ministro giapponese, Yoshihiko Noda, e il presidente della Cina, Hu Jintao

Cina e Giappone hanno firmato un accordo storico. Le compagnie che intrattengono scambi commerciali tra i due paesi, infatti, per poter convertire una valuta nell'altra devono necessariamente passare per il dollaro americano, comportando un surplus di costi che pesa sui bilanci d'azienda e rischiando di compromettere il commercio tra i due colossi asiatici. L'intesa raggiunta da Cina e Giappone permetterà, invece, di scambiare direttamente una valuta nei confronti dell'altra senza dover passare per il biglietto verde.

Ren Xianfang di IHS Global Insight, all'agenzia di stampa Bloomberg ha rilasciato le seguenti dichiarazioni :"Considerando l'alto volume di scambi che intercorre tra le due più grandi economie dell'Asia, l'accordo della Cina è molto più significativo di ogni altro patto preso con altri paesi".

Per un giro di affari stimato intorno ai 339 miliardi di dollari, la Cina rimane il principale partner commerciale del Giappone.

L'accordo è stato annunciato in occasione della visita in Cina del primo ministro giapponese, Yoshihiki Noda, dopo aver incontrato il premier cinese, Wen Jiabao.

I leader dei due paesi hanno, oltretutto, siglato un'accordo che consentirà alla banca del Giappone per la Cooperazione Internazionale di emettere bond cinesi direttamente denominati in yuan. Inoltre la nazione nipponica si impegnerà, nel corso del 2012, ad acquistare bond cinesi, una mossa che gli analisti vedono favorevole per entrambe le nazioni.

Gli investitori privati giapponesi vengono quindi incoraggiati a comprare bond cinesi e valute di altri paesi emergenti, consentendo alla Cina di aprirsi ulteriormente ai mercati finanziari e di imporsi con pesantezza sulla scena internazionale.

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