Cina, PIL in calo nel 2011. "Stabilità e prudenza" per il nuovo anno

  | 15.12.2011 8:49 CET
Il Presidente cinese Hu Jintao
Il Presidente cinese Hu Jintao

Stabilità e prudenza sono le parole d'ordine per il 2012 in Cina, riassumendo quanto emerso dall' annuale Conferenza Nazionale sull' Economia che si è conclusa il 14 dicembre a Pechino. In un clima economico molto incerto e caratterizzato da cambiamenti continui e repentini, anche il gigante cinese decide di andare avanti con i piedi di piombo.

La Cina si impegna a praticare una politica monetaria "prudente" accompagnata da una politica fiscale "attiva", poiché il compito principale, nel 2012,  è "fare progressi mantenendo la stabilità". L'obiettivo è quello di far sì che le politiche macroeconomiche e i prezzi al consumo rimangano "fondamentalmente stabili" e garantiscano "la costante crescita dell' economia e il mantenimento della stabilità sociale".

Alla conferenza hanno partecipato i massimi leader del governo e del Partito comunista cinese, tra cui il presidente Hu Jintao e il premier Wen Jiabao, oltre ai responsabili dei diversi settori economici, tra cui  Zhu Baoliang, vice direttore del Dipartimento previsioni economiche del Centro di Informazione dello Stato che ha affermato "La Cina deve stabilizzare la crescita economica per evitare una rovinosa caduta, che potrebbe scuotere il mondo del lavoro e causare problemi sociali".

Dopo diversi anni di crescita, anche in Cina quest'anno si è verificata una seppur lieve crisi, infatti, nel 2011 il PIL è diminuito passando dal 9,7% del primo trimestre, al 9,5% del secondo, fino a giungere al 9,1% degli ultimi tre mesi. Le esportazioni, motore principale della crescita dell'economia cinese, hanno subito l'effetto della crisi dei mercati esteri e nell'ultimo periodo sono  diminuite passando dal 37,7 % del mese di gennaio al 13,8 % a novembre.

La forte diminuzione della domanda estera ha spinto il governo a rivolgersi a consumatori "interni" per mantenere una certa stabilità economica. L'intenzione per il prossimo anno è quella di espandere la domanda interna e, per far sì che ciò avvenga, è fondamentale aumentare il reddito dei cittadini, specialmente per quanto riguarda le fasce di popolazione più povere. "Se il paese riesce a stimolare la domanda interna, soprattutto i consumi domestici, otterrà spinta inesauribile di crescita", ha detto Yao Jingyuan, un ricercatore speciale dell'Ufficio del Consiglio di Stato.

Sono confermate, inoltre, anche per il prossimo anno le politiche adottate dal governo per contenere l'aumento dei prezzi delle case. Al tempo stesso, il Paese velocizzerà la costruzione di abitazioni commerciali ordinarie per aumentare l'offerta e promuovere lo sviluppo salutare del mercato immobiliare. La Conferenza si è conclusa con il formale impegno dell'esecutivo cinese a favore dello sviluppo delle industrie emergenti, oltre al miglioramento del sistema energetico e di quello infrastrutturale, tutti aspetti che per un paese in crescita rivestono un'importanza strategica.

 

 

 

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