Città e infrastrutture, volano per la crescita del Paese

Presentato da Siemens il rapporto sulle Città modello per lo sviluppo

  | 08.11.2012 13:45 CET
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report siemens

Nel mondo globalizzato oggi le città ospitano oltre il 50% della popolazione. Vuol dire che 7 miliardi di persone si concentrano sul 2% della superficie terrestre. Le 600 più grandi metropoli generano il 50% del Pil mondiale. Con questi numeri da capogiro Federico Golla Amministratore Delegato di Siemens Italia ha presentato oggi il Rapporto "Cittalia" sulle Città modello per lo sviluppo del Paese. La ricerca ha come oggetto 54 realtà medio grandi - capoluoghi di provincia con più di 90.000 abitanti - analizzate sulla base di alcuni indicatori: verde urbano, acqua, aria, rifiuti, patrimonio immobiliare e qualità dell'abitare, energia, sanità, mobilità e logistica. 

L'obiettivo è stato triplice, individuare una sintesi della dotazione infrastrutturale, definire cluster omogenei di città, individuando all'interno di ciascun gruppo un comune modello che meglio rappresenti i caratteri del gruppo di appartenenza. Infine, offrire una visione della città che verrà. L'analisi dei Piani triennali degli interventi mette in evidenza che le amministrazioni comunali intendono investire in particolare sulla mobilità. 10,7 dei 23 miliardi di euro dei Piani triennali delle città sono investiti in questo ambito.

Gli altri settori di investimento rilevanti sono la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e la riqualificazione urbana con rispettivamente 2,4 e 2,1 miliardi di euro in interventi preventivati. Di un qualche interesse anche il ciclo dell'acqua, settore nel quale gli investimenti previsti ammontano a 1,8 miliardi di euro.
Il valore complessivo dei Piani triennali di tutte le 54 città è stimato in 37,7 miliardi di euro.

Questo valore, se confrontato al dato del PIL italiano dell'anno 2011, (1.579,7 miliardi di euro), porta a concludere che l'ammontare complessivo di investimenti dei Piani, se effettivamente realizzato, rappresenterebbe il 2,39% del PIL complessivo.  E nell'ipotesi che i progetti trovassero effettiva copertura finanziaria, (difficile in questi tempi di crisi) il tempo medio per la realizzazione delle opere sarebbe di 21 mesi circa.

 

 

 

 

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