Cittadinanza italiana negata a ragazzo con la sindrome di Down

di 29.01.2013 12:32 CET
La bandiera italiana
Negata la cittadinanza italiana Flickr

È una notizia di quelle che creano rabbia e indignazione quella che è apparsa online sul sito del "Corriere della Sera". Ragazzi stranieri che non possono ottenere la cittadinanza italiana solo perché sono affetti dalla sindrome di down. A spiegare bene tutto ciò è il dott. Gaetano De Luca, avvocato della Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). "Lo scoglio sta nel giuramento, spiega Gaetano De Luca, avvocato della Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), passaggio imprescindibile quando si vuole ottenere la cittadinanza per un diciottenne straniero nato in Italia. Si tratta di un atto personalissimo e dunque nessuno, neanche il genitore o un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale, può pronunciarlo per conto di un figlio o di un tutelato".

Ad innalzare questo polverone e a portare all'attenzione di tutti questa notizia è stata proprio la madre albanese di un bambino nato e cresciuto in Italia. "Mio figlio è nato qui e ha appena compiuto 18 anni ma è affetto dalla sindrome di down. Può diventare cittadino italiano entro il compimento del suo diciannovesimo compleanno? Posso presentare io per lui la domanda al Comune di residenza?". Purtroppo la domanda è stata respinta perché il ragazzo down è considerato "incapace di intendere e di volere",  quindi non idoneo a presentare la richiesta. L'associazione Ledha ha deciso di fornire supporto legale a questa vicenda e proprio su tutto ciò si esprimerà anche il Tar del Lazio.

Secondo l'associazione in questione per poter risolvere il problema basterebbe che l'Italia rispettasse la "Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità" ratificata dal nostro Paese con la legge n. 18 del 2009. "Tale legge - spiega l'avvocato De Luca - obbliga gli Stati firmatari a riconoscere alle persone disabili il diritto di cambiare cittadinanza".

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