Condanna Berlusconi, la Cassazione acquisisce i nastri dell'intervista del giudice Esposito

di 26.08.2013 17:35 CEST
Mediaset Cassazione
Il giudice Antonio Esposito Reuters

È una bufera senza fine quella che coinvolge Antonio Esposito, il giudice-presidente della sezione della Cassazione che ha condannato in modo definitivo Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. Il tutto è partito dopo la sua intervista concessa al quotidiano Il Mattino, qui si sarebbe lasciato andare a qualche considerazione di troppo che sarebbe rimasta impressa nei nastri dei cronisti che l'hanno incontrato.

La Procura generale della Corte di Cassazione ha deciso e disposto l'acquisizione di quei nastri. Dopo tutte le verifiche del caso, si deciderà se avviare o meno un procedimento disciplinare nei confronti del giudice. Pioggia di critiche su Esposito che, nel corso del suo colloquio con i giornalisti del quotidiano campano, avrebbe affermato che Silvio Berlusconi non è stato condannato "perché non poteva non sapere", ma "perché sapeva: era stato informato del reato". Dichiarazioni che hanno fatto salire la rabbia e l'indignazione di molti esponenti del Pdl che hanno preso questo nuovo caso come esempio per ribadire che una grande "riforma della giustizia è ineluttabile".

Il giudice Esposito ha rapidamente smentito tutto e ha parlato di "intervista manipolata". Per la Cassazione il colloquio "non inficia, né cambia la decisione sul processo Mediaset", ricordando che il verdetto è "già stato emesso e sancito con la pubblica lettura del dispositivo in aula al termine dell'udienza". Parlando di quelle parole come di "un'opinione personale" rileva comunque che è stata un'uscita "inopportuna" che non inficia nulla della sentenza a cui si è arrivati.

Sull'intera questione è stata aperta anche una pratica dal Consiglio Superiore della Magistratura che ha assegnato il fascicolo alla Prima Commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilità: la riunione è stata fissata per il 5 settembre. Inoltre sul caso Esposito è intervenuto il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che ha dato mandato all'ispettorato del ministero di fare approfondimenti sulla questione.   

 

 

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