Condannato per sbaglio all'ergastolo, ora Equitalia vuole i soldi del processo

  | 24.11.2012 15:21 CET
Presidio davanti alla sede di Equitalia
Sede di Equitalia (foto di repertorio).

E' rimasto in cella tanti anni, nonostante fosse assolutamente estraneo ai fatti. Ma le disavventure per Alberto Ogaristi, un muratore di Casapesenna in provincia di Caserta, condannato all'ergastolo e ora libero, in attesa da due anni e mezzo di revisione del processo, non sono finite. Ogaristi, infatti, come riporta il quotidiano  "Il Mattino", ha ricevuto una cartella esattoriale che monetizza quelle spese di giustizia che si devono allo Stato in caso di condanna: per la precisione, ventiduemila e 605 euro (somma comprensiva di interessi di mora e di riscossione coattiva) che Equitalia intende incassare con il ricorso al pignoramento dei crediti. 

Assurdo e beffardo, starete pensando, ma purtroppo, nonostante la sentenza di condanna sia sospesa, la procedura burocratica avviata nel 2007 dalla Corte di Appello di Napoli, all'esito della sentenza di secondo grado che aveva ribaltato il verdetto della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, non lo è. A questo la domanda è lecita: quando avrà un po' di meritata serenità Alberto Ogaristi? 

 

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