Confcommercio: consumi ai minimi storici

  | 06.02.2013 11:45 CET
Confcommercio: consumi ai minimi storici a fine 2012 ma senza ulteriori contrazioni
Confcommercio rivela una modesta attenuazione della dinamica riflessiva dei consumi, ma non è possibile stabilire se il peggio sia passato.

Nel mese di dicembre, l'Indicatore dei consumi Confcommercio (ICI) registra una diminuzione del 2,7% in termini tendenziali (rispetto a dicembre 2011) ed un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente.

Dai dati congiunturali degli ultimi tre mesi del 2012 emerge una "modesta attenuazione della dinamica fortemente riflessiva dei consumi che ha caratterizzato gli ultimi 12 mesi".

Ma i dati si inseriscono in un bilancio nero del 2012: considerando l'anno nel suo complesso, infatti, la contrazione reale "è la peggiore da quando è calcolato l'indice (2000)", arrivando -2,9%.

Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel: non è chiaro, infatti, se la soglia minima sia stata raggiunta nel 2012, o se siano possibili ulteriori cali. Il peggio potrebbe non essere ancora passato.

Per Confcommercio, infatti, restano "elementi di spiccata criticità", che "non permettono di stabilire se nei mesi finali del 2012 si sia toccata la fase più negativa del ciclo".

I dati di inizio 2013, infatti, non lasciano spazio all'ottimismo: "la situazione economica fortemente compromessa è diffusa tra le famiglie, il cui clima di fiducia ha fatto registrare a gennaio 2013 un nuovo regresso, portandosi al livello più basso dal 1996".

Per il mese di febbraio "si stima una variazione congiunturale dell'indice dei prezzi al consumo dello 0,3%, con un tasso di crescita tendenziale pari al 2,1%. Prosegue, quindi, la fase di rientro dall'inflazione.

Alle prospettive confortanti in merito all'aumento dei prezzi non possono affiancarsi uguali prospettive in merito alle dinamiche dei consumi, per le quali resta l'incertezza.

 

 

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