Confindustria, a crisi finita l’Italia avrà perso otto punti di Pil

di 11.12.2012 10:44 CET

L'ultimo rapporto del Centro studi di Confindustria allontana ulteriormente la ripresa economica. Niente da fare per il prossimo anno, bisognerà attendere il 2014. Intanto gli italiani vengono schiacciati da una pressione fiscale che arriverà presto al 54%.

I consumi crollano come se fossimo nel secondo Dopoguerra, sostiene l'associazione degli industriali, che prevede fra un anno un tasso di disoccupazione superiore al 12%. "L'orizzonte è ulteriormente offuscato dall'indeterminatezza dell'esito delle prossime scadenze elettorali" scrivono da viale dell'Astronomia.

"I consumi delle famiglie cedono il 3,2% quest'anno (il 3,6% pro capite), il peggior risultato del dopoguerra. La caduta prosegue nel 2013 (-1,4%). Si stabilizzano nel 2014 (+0,3%). Ma per abitante arretrano ancora, tornando poco sopra i valori del 1997"viene scritto nel rapporto.

Secondo il direttore del Centro Studi Luca Paolazzi nel periodo 2007-2013 (inizio e si spera fine della crisi) l'Italia avrà lasciato per strada 8 punti percentuali del Prodotto Interno Lordo. Gli investimenti sono 'piantati': -8 per cento nel 2012, -1,8% il prossimo anno".

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