Cosa sono i misteriosi lampi di luce che appaiono sulla Terra? La NASA lo ha capito [VIDEO]

Uno dei lampi di luce individuati dal satellite DSCOVR
Uno dei lampi di luce individuati dal satellite DSCOVR NASA's Goddard Space Flight Center

Diversi strani e (finora) inspiegabili lampi di luce sono apparsi nelle immagini della Terra acquisite da un satellite della NASA: si tratta di un "mistero" che in effetti non è nuovo, tanto da aver appassionato negli anni '90 anche Carl Sagan, astrofisico e probabilmente il più celebre divulgatore scientifico di sempre.

La prima volta questi lampi furono ripresi dalla sonda Galileo, lanciata nel 1989 per studiare Giove e le sue lune ma che acquisì anche diverse immagini della Terra nel corso di una delle orbite condotte intorno al nostro pianeta per sfruttare l'effetto di fionda gravitazionale. In un paper pubblicato nel 1993 su Nature, Sagan ed alcuni colleghi inclusero quegli strani flash in un'analisi mirata a rispondere ad una domanda: è possibile individuare segni della possibile presenza di forma di vita anche da lontano? Per la cronaca: la risposta fu "Sì".

LEGGI ANCHE: SpaceX lancia il suo carico più pesante e "spreca" un razzo per il bene di tutti noi [VIDEO]

Diversi anni dopo, anche le fotocamere del satellite DSCOVR (Deep Space Climate Observatory) della NASA sono state puntate verso la Terra: in questo modo dal 2015 è stato possibile ottenere (oltre ad un'impressionante mole di dati scientifici) immagini mozzafiato del nostro pianeta visto dallo spazio profondo.

La sonda si trova infatti a circa 1,6 milioni di km dalla Terra (più di quattro volte la distanza che ci separa dalla Luna), da dove conduce un monitoraggio in tempo reale del vento solare per la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Nel corso dell'ultimo anno, lo strumento denominato Earth Polychromatic Imaging Camera (EPIC) ha catturato centinaia di questi lampi di luce, cosa che ha finalmente permesso agli scienziati dell'agenzia spaziale statunitense di risolvere il dubbio che aveva affascinato Sagan ed i suoi colleghi un paio di decenni fa.

Proprio come aveva fatto il celebre divulgatore scientifico, anche Alexander Marshak del Goddard Space Flight Center della NASA aveva notato come questi lampi sembrassero apparire sopra le grandi masse d'acqua, il che potrebbe avere una spiegazione piuttosto semplice: la luce solare colpisce un oceano o un grande lago e viene riflessa direttamente verso il sensore. Si tratta di qualcosa di simile alla luce di un flash fotografata allo specchio.

Ma le immagini più recenti hanno permesso di individuare qualcosa che a Sagan & soci era sfuggito: i lampi appaiono anche sulla terraferma, come si può vedere sia dagli scatti dell'EPIC che anche da alcune foto di Galileo. "Quando l'ho visto per la prima volta ho pensato che forse c'era dell'acqua lì, o un lago sul quale si riflette il Sole", spiega Marshak. "Ma il bagliore è piuttosto grande, quindi non si tratta di questo".

I ricercatori del Goddard hanno catalogato esattamente 866 di questi lampi acquisiti tra giugno 2015 ed agosto 2016. In primo luogo è stato escluso potesse trattarsi di temporali, ma la cosa più determinante è stata la possibilità di sfruttare qualcosa che Sagan non aveva: i dati altimetrici di una sonda come DSCOVR, molto più moderna rispetto alla Galileo.

Questo ha permesso di verificare come i lampi si verifichino a quote relativamente alte, dove si formano le nuvole note come cirri. Questo significa che, in base alla posizione del satellite, possono comparire ovunque sulla Terra, sia sugli oceani che sulla terraferma. A causarli, secondo Marshak ed il suo team, sono con tutta probabilità le particelle di ghiaccio presenti in quota.

LEGGI ANCHE: Perché dobbiamo andare su Marte?

"La fonte dei lampi non è certamente al suolo", afferma il ricercatore. "È decisamente ghiaccio e molto probabilmente si tratta del riflesso del Sole su particelle orientate orizzontalmente". Non si tratta di una scoperta interessante solamente per la Terra, ma di qualcosa che potrebbe risultare fondamentale anche nello studio degli esopianeti.

La presenza di questi lampi potrebbe infatti essere utilizzata per rilevare la presenza di analoghe particelle di ghiaccio nell'atmosfera di un corpo celeste e sfruttare la cosa come un indicatore della potenziale presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo della vita.

ORA GUARDA: Un anno sulla Terra visto da una distanza di un milione di miglia [VIDEO]