Costa Concordia, i periti: "Nave in avaria prima del naufragio"

di 03.07.2012 10:15 CEST
Costa Concordia, lo Stato chiede risarcimento
Immagine d'archivio del disastro Reuters

Alcuni sistemi di controllo della nave da crociera Costa Concordia sarebbero stati in avaria già a partire del 9 Gennaio e quindi ben quattro giorni prima del naufragio che portò alla morte di 32 persone. Ad affermarlo è il Corriere della Sera che cita i verbali, datati 4 Aprile, dei periti del tribunale di Grosseto chiamati ad esprimersi sul disastro capitato all'isola del Giglio. Secondo gli esperti, inoltre, il guasto avrebbe riguardato anche la scatola nera, rendendo impossibile una ricostruzione completa del caso.

La Costa Crociere, sempre sul Corriere della Sera, ha prontamente risposto. "La scatola nera aveva segnalato solo un codice d'errore che non significava assolutamente che l'apparecchio Vdr non funzionasse" ha affermato l'azienda che poi aggiunge "Non c'é norma o convenzione internazionale che prescriva che in una situazione del genere la nave non possa navigare". Secondo le perizie, inoltre, la nave viaggiava con le porte stagne aperte e con delle mappe "non approvate".

Anche su questi ultimi punti la Costa Crociere si difende. "La nave era equipaggiata con tutte le carte nautiche, cartacee ed elettroniche, necessarie per l'effettuazione dell'itinerario previsto, come verrà dimostrato al termine dell'Incidente Probatorio" afferma la Costa Crociere che poi scarica le responsabilità sulle manovre del capitano Schettino "È compito del comandante in base al piano di viaggio che lui stesso stabilisce, accertarsi che la nave sia dotata di ogni ulteriore carta nautica. Ma ciò che più giova ricordare è che la nave non avrebbe mai dovuto navigare così vicina alla costa". Per quanto riguarda l'apertura delle porte stagne, invece, la società precisa che "non ci risulta che i dati presenti nel VDR supportino questa affermazione, come verrà chiarito al termine dell'attuale fase procedimentale".

In assenza di documentazione proveniente dalla scatola nera, i periti stanno tentando di ricostruire alcune fasi del naufragio, come quella dell'abbandono della nave, attraverso le informazioni contenute nel computer di servizio. Quest'ultime, tuttavia, essendo accessibili a tutti, potrebbero essere state in qualche modo "lavorate" come afferma uno dei rappresentanti delle parti civili, il professor Bruno Neri, docente di Elettornica delle Telecomunicazioni all'università di Pisa.

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