Crac “Safin”, Cecchi Gori condannato a sei anni

  | 01.02.2013 18:43 CET
Sciolto il primo comune lombardo per mafia
Foto d'archivio

Nel febbraio del 2008 fallì la "Safin Cinematografica" e ora, proprio per quel fallimento, Vittorio Cecchi Gori è stato condannato a 6 anni. La bancarotta di quella società fu un crac da 24 milioni di euro. Dal Tribunale di Roma sono state condannate altre cinque persone e una è stata assolta. Per il produttore fiorentino erano stati chiesti 7 anni. Le altre condanne sono per il collaboratore di Cecchi Gori Luigi Barone a 5 anni, per il liquidatore della società Edoardo De Memme a tre anni. Oltre a loro sono stati condannati anche l'ex Presidente del collegio sindacale della Safin Giorgio Ghini a 4 anni e sei mesi, gli ex componenti  dello stesso collegio sindacale Vittorio Micocci e Alessandro Mattioli a 3 anni e mezzo.

L'unico assolto è l'altro liquidatore Ettore Parlato. Il Tribunale ha inoltre disposto la confisca del capitale sociale sia della "Cecchi Gori, cinema e spettacolo" sia della "New Fair Film". I reati che sono stati contestati, in diverse posizioni, sono quelli di bancarotta per distrazione o dissipazione e omesso controllo sulla gestione della società. 

Proprio per l'accusa, il dissesto sarebbe avvenuto con lo spostamento di beni, in particolar modo quote azionarie di alcune multisale romane, dalla Safin ad altre società sempre di Cecchi Gori.

 

 

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