Crisi nelle carceri italiane: 90% detenuti in attesa di giudizio, suicidi e autolesionismo

di 19.12.2012 13:10 CET
Un carcerato
Suicidi e autolesionismo nelle carceri italiane Reuters.com

Secondo recenti dati Istat, in Italia sono detenute nelle carceri 66.897 persone contro una capienza massima di 45.000. Una crescita esponenziale che ha visto negli ultimi 11 anni l'ammontare della popolazione crescere del 25,8% nonostante il recente indulto.

La media in Italia è pari a 146 detenuti su 100 posti letto. La situazione peggiore si registra in Puglia con 182 detenuti presenti ogni 100 posti disponibili. Il problema del sovraffollamento rende l'impatto con il carcere molto duro, nel corso del 2011 sono stati registrati 63 casi di suicidio, 1003 di tentato suicidio e 5639 atti di autolesionismo. La dice lunga il fatto che la maggiorparte dei detenuti italiani è ancora in attesa di giudizio, solo il 10% infatti sta scontando la pena decisa dal tribunale, e di questi il 25% riacquista la liberta dopo una settimana di detenzione.

Non mancano le forme di protesta: lo sciopero della fame è la più diffusa, 6.628 casi nel 2011, seguono il rifiuto del vitto e delle terapie (1.179 casi) e il danneggiamento degli oggetti (529 casi). All'uscita dal carcere soltanto il 20% dei detenuti trova lavoro, contro una media di quaranta anni fa del 50%. Oggi infatti il 41,8% dei detenuti rientra in carcere e colleziona in media dalle 2 alle 4 condanne.

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