Crollo dell'oro? Riscatto dei lingotti da record e Soros dimezza la sua esposizione

  | 22.02.2013 10:09 CET
Oro
Repertorio - Gold bars are stored on a table at a plant of gold refiner and bar manufacturer Argor-Heraeus SA in the southern Swiss town of Mendrisio November 13, 2008.

L'oro salirà, l'oro scenderà, l'oro scenderà nel breve ma risalirà nel medio periodo. 

Un vero e proprio ottovolante: si riesce a sentire tutto ed il contrario di tutto. Un contesto figlio della mancanza di certezze in questi volatili mercati. Perché se il salire e lo scendere sono "ben digeriti" in una fase di crisi, quando si comincia a parlare di ripresa l'impatto di eventuali 'discese' è estremamente amplificato dal quel sentimento di paura che permea tutti gli attori in gioco. Questo discorso, che viaggia tra finanza e psiche, è decisamente duttile: lo si applica allo spread, alle discese azionarie e, tra gli altri, anche alle quotazioni dell'oro.

La quotazione del metallo prezioso sta vivendo un vero e proprio momento di incertezza: finita la spinta iniziale che portò le quotazioni al record di circa 1890 dollari l'oncia, l'oro ha cominciato un suo particolare percorso. Dopo quel massimo record, l'oro ha rimbalzato due volte sui "minimi" a 1535 dollari circa e ha sbattuto, questa volta per tre volte, sulla linea dei 1800 dollari. La preoccupazione è legata all'orientamento attuale del metallo prezioso: il timore di un crollo "epocale" si è affacciato nella mente di più di un analista.

Paura di "pochi" che rischia di contagiare tutti: l'Spdr Gold Trust, il più grande Etf sull'oro fisico, ha visto un'emorragia di 20770 kg di oro in un solo giorno. Poca cosa rispetto al quanto resta ancora nel 'deposito' (circa 1300 tonnellate) ma comunque abbastanza per far sorgere leciti interrogativi.

Daniel Smith di Standard Chartered ne è convito: "Se la gente si convincesse che il ciclo rialzista sta finendo, potrebbe innescarsi un circolo vizioso: si vende, i prezzi scendono e quindi si vende ancora".

All'orizzonte, comunque sia, esistono ancora elementi in grado di contrastare l'andamento qui sopra proposto. (A tal proposito si legga: Currency War: gli analisti prevedono uno "scudo d'oro"

E' altrettanto vero, però, che qualora i grandi fondi di investimento iniziassero a ridurre le loro posizioni sull'oro, l'effetto finale (sui prezzi) sarebbe ben più rilevante. Nel dubbio, intanto, George Soros ha dimezzato le sue quote sull'oro proprio in quell'Spdr Gold Trust.

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