Dalla corruzione al crollo delle materie prime, serviranno anni per risolvere i problemi del Brasile

di 03.01.2016 9:16 CET
Rousseff
Dilma Rousseff REUTERS/Ueslei Marcelino

Un gorgo nefasto formato da corruzione politica, contrazione economica, alta spesa sociale e un crollo delle materie prime globali hanno trasformato il Brasile da una storia di successo latino-americana in un caso disperato di mercato emergente. E il 2016 rischia di dimostrarsi un altro anno perduto, probabilmente il primo di molti di un paese abitato da 200 milioni di persone.

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Si tratta di un grande cambiamento rispetto al 2009, quando l'allora presidente Luis Ignazio Lula da Silva aveva orgogliosamente proclamato che il suo paese era sulla strada verso lo status di paese sviluppato. «Non siamo gli Stati Uniti, ma ci stiamo arrivando, e ci arriveremo» disse dopo che la città di Rio de Janeiro vinse la gara per ospitare le Olimpiadi estive del 2016. Lo spirito generale del Paese nel 2010, quando il prodotto interno lordo cresceva del 7,6%, era allegro come una parata di Carnevale.

Tuttavia adesso l'ottava economia mondiale potrebbe ritrovarsi circa il 3% più piccola quest'anno, dopo essersi contratta del 3,7% già nel 2015, cosa che la renderebbe circa l’8% più piccola rispetto a quando il paese ha visto il suo ultimo trimestre di crescita, nel 2014.

A settembre il debito del Brasile è stato declassato allo status di spazzatura da due delle tre maggiori agenzie di rating, aumentando di molto i costi di raccolta. Il tasso di disoccupazione ha superato la doppia cifra negli ultimi 12 mesi e potrebbe arrivare al 12% quest'anno.

Intanto gli sforzi per riformare la politica fiscale non sono andati da nessuna parte. Frustrato dall'intransigenza del partito di sinistra al potere, il Partito dei Lavoratori della presidente Dilma Rousseff, il ministro delle finanze Joaquim Levy ha rassegnato le dimissioni a dicembre, dopo meno di un anno in carica. Levy, un falco dell'austerità, è stato rimpiazzato da Nelson Barbosa, che dovrebbe essere più una colomba.

Giovedì Rousseff ha posto il veto su più di 50 emendamenti volti a tagliare nel 2016, compresi tagli ad un'enorme programma che fornisce uno stipendio mensile alle famiglie a basso reddito. Sebbene Rousseff abbia promesso un surplus del budget per quest'anno, il paese ha riportato a dicembre il suo più grande deficit mensile mai registrato e deve affrontare uno stallo politico su ogni riforma significativa delle finanze pubbliche.

«La combinazione di un procedimento di impeachment contro la presidente Rousseff, il declassamento del rating sovrano e le dimissioni del ministro delle Finanze Levy sono una ricetta per un disastro - ha detto in una email Marcos Casarin, senior economist presso Oxford Economics - Il reddito procapite ritornerà ai livelli del 2009 nel 2016. L'economia non ha ancora toccato il fondo».

Ad aleggiare sui problemi economici del paese ci sono due grossi scandali che impediscono ogni azione legislativa che possa affrontarli. Uno di essi è lo scandalo di corruzione Petrobras nel quale 32 membri del Congresso, molti dei quali provenienti dal Partito dei Lavoratori di Rousseff, sono sottoposti ad indagini per avere accettato tangenti in cambio di contratti gonfiati presso il gigante dell'energia di proprietà statale.

Il secondo scandalo riguarda una disputa fra Rousseff e il capo della Camera dei Deputati, la camera bassa del Parlamento del paese. Eduardo Cunha, che deve affrontare propri problemi legali, sta cercando di sottoporre la presidente a impeachment per aver usato banche pubbliche per coprire l'emissione di debito non autorizzato e della spesa pubblica non registrata. I supporter di Rousseff accusano Cunha di voler raccogliere supporto per un colpo di stato.

«Per il Brasile il 2016 sarà drammatico e imprevedibile, con il paese che si ritrova nella più pericolosa crisi politica dall'impeachment e conseguenti dimissioni del presidente Fernando Collor nel 1992» ha scritto recentemente Matthew M. Taylor, professore associato alla School of international service presso l'American University. Cololr, il primo presidente eletto direttamente della Brasile, era stato sottoposto a processo perché accusato di avere abusato della propria influenza.

Mentre i parlamentari bisticciano, l'economia del Brasile continuerà ad avere problemi quest'anno. La crescita economica della Cina è al suo livello più basso negli ultimi 25 anni, e questo significa che i paesi che dipendono dalla vendita di materiali grezzi che hanno aiutato la rapida espansione della Cina sono stati colpiti duramente. La richiesta di commodities chiave del Brasile, come i minerali ferrosi, la soia e il petrolio, è crollata. Un indice di commodities brasiliane di Credit Suisse è sceso del 41% dal suo picco del 2011, stando a quanto riportato dall'Economist.

Il Brasile ha affrontato grandi crisi in passato, compresi vent'anni di governo militare che sono terminati nel 1985, seguiti da un decennio di stagnazione e iperinflazione. La crisi economica asiatica del 1997-98 aveva atterrato l'economia del Brasile. Per i brasiliani ciò che sta succedendo adesso è simile alle precedenti crisi economiche, e potrebbero volerci anni per ritornare a crescere.