De Giorgi, il candidato di Monti che ha 4 siti porno

di 16.01.2013 11:12 CET
Mario Monti
"Recessione è colpa sua" sostiene il FT Reuters

Un buon elemento che portasse all'interno della coalizione anche le istanze degli omosessuali, questa la ragione che ha spinto Monti a candidare Alessio De Giorgi. Una decisione all'insegna di una maggiore democrazia e un'apertura a quelle categorie solitamente meno ascoltate in favore di un ampio pluralismo.

Ma Alessio De Giorgi, direttore di gay.it, ha riservato a Monti non poche sorprese.

Al di là delle foto che lo ritraggono in atteggiamenti poco consoni a feste varie (al tempo non era cero candidato, quindi nulla da obiettare) adesso spunta fuori che il neo montiano ha 4 siti porno, sui quali per altro non compare alcuna finestra che ricorda il divieto d'accesso per i minorenni.

In questi portali è possibile inserire profili e creare annunci che offrono un servizio di accompagnatori-accompagnatrici. Eppure i curricula degli aspiranti cittadini disposti a "salire" in politica sono passati sotto la lente dell'occhio vigile di Enrico Bondi. Dagospia scoperchia il vaso di Pandora e De Giorgi si difende: "La parola escort può sicuramente far drizzare le antenne ai campioni di moralismo e giustizialismo - ha spiegato- ma c'è da precisare che su tali utenti la Gay.it non ha mai ottenuto alcun vantaggio economico". Il direttore ha poi aggiunto che i siti sono stati oscurati per evitare strumentalizzazioni in campagna elettorale.

"Visto che né pornografia né incontri tra persone costituiscono reato - ha commentato - trovo decisamente di cattivo gusto la campagna denigratoria e la sovraesposizione mediatica di cui sono vittima, che rischia di configurarsi come una vera e propria campagna sessuofobica di cui questo paese non ha sicuramente bisogno e di cui sicuramente tu non sei paladino".

Commenti