Decreto firme: spunta emendamento salva ‘La Russa’

di 20.12.2012 16:50 CET
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa Reuters

Sul decreto firme la Camera non trova l'accordo. Pomeriggio di trincea a Montecitorio, dove è nata una vera e propria questione La Russa. L'ex An da qualche giorno non fa mistero dell'intenzione di voler fondare una componente autonoma dal Pdl e oggi ne ha dato la conferma.

"Abbiamo presentato al Senato la richiesta di costituzione di un gruppo parlamentare. Alla Camera non lo abbiamo ancora fatto - aggiunge - solo perché stiamo ancora sondando un nome importante a Montecitorio".

Ecco quindi che si pone la questione delle firme. Si era detto infatti che i movimenti non presenti in nessuno dei due rami delle Camere avrebbero dovuto raccogliere le adesioni. Dimezzate, certo, ma le avrebbero pur sempre dovute raccogliere. Ora La Russa sta per presentare il suo gruppo parlamentare, dunque con membri che già fanno parte di una delle due Camere e che non necessita quindi di raccogliere adesioni per consentirne la corsa al parlamento.

Il Comitato dei Nove si è detto favorevole all'emendamento cosiddetto 'salva La Russa', che esenta dalla raccolta delle firme i gruppi parlamentari che si costituiscano tra il 21 e il 22 dicembre.  Un provvedimento che in molti giudicano 'ad hoc' tanto che Ventura del Pd avverte: "Il decreto deve restare quello che è, senza modifiche. Diversamente non ne garantiamo la conversione".

Lo stesso La Russa prende le distanze da un provvedimento che gli stessi pdellini chiamano 'salva La Russa':  "Questo decreto così com'è non può nascere: è una ingiustizia, una truffa, una mancanza di parola e un indebito regalo a qualcuno a danno di altri come Grillo e La Destra. Un regalo solo agli alleati del Pd. Per quanto mi riguarda cercherò di non farlo passare: né qui né al Senato".

11 i senatori che hanno lasciato il Pdl per affiancare Ignazio La Russa: Alessandra Gallone, che è capogruppo; Achille Totaro vice capogruppo; Pierfrancesco Gamba, tesoriere; Alessio Butti; il presidente della Commissione Giustizia, Filippo Berselli; Antonino Caruso; Mariano Delogu; Fabrizio Di Stefano; Alfredo Mantica; Giuseppe Milone e Antonio Paravia.

 

 

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