Di Pietro e i 4 referendum contro la Casta

di 01.08.2012 12:03 CEST
Antonio Di Pietro, leader dell"Italia dei Valori.
Antonio Di Pietro, leader dell"Italia dei Valori. Reuters

Tonino contro tutti. Non si arrende nella sua marcia a tutela dei lavoratori e contro i privilegi dei politici e deposita, alla Corte di Cassazione, 4 quesiti da proporre in sede referendaria sull'abrogazione delle modifiche all' articolo 18 e sui costi della politica. Diaria e rimborsi elettorali in primis.

"Chiediamo ai cittadini - ha spiegato il leader dell'Idv - se ritengono giusto che ci siano dei diritti minimi dei lavoratori garantiti da contratti nazionali o se si vuole lasciare al singolo datore di lavoro di decidere, tornando così al colonialismo e ai lavoratori come schiavi. E se credono che il licenziamento illegittimo, una volta certificato come tale da un tribunale, non debba passare in gloria con una mancia ma debba essere revocato".

Poi chiede a chi governa di fornire un esempio da emulare. "Cerchiamo che la politica, in un momento così difficile, dia il buon esempio, per questo chiediamo ai cittadini se non vogliono più i finanziamenti ai partiti, travestiti da rimborsi elettorali, in modo che l'attività politico-parlamentare torni a essere un servizio civile". E invoca l'abolizione della diaria che definisce "un doppio stipendio mascherato" e l'abrogazione dell'art. 18 "che distrugge i contratti nazionali".

La raccolta firme è fissata per i primi di ottobre.

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