Dieselgate: Berlino chiama, Roma si arrabbia. Delrio: "I modelli FCA sono a norma"

L'A.D. FCA Sergio Marchionne
L'A.D. FCA Sergio Marchionne REUTERS/Rebecca Cook

Fiat Chrysler Automobiles è finita di nuovo sotto accusa da parte del governo tedesco che la accusa di barare sulle emissioni. Secondo la Germania, FCA utilizzerebbe un dispositivo in grado di aggirare i controlli in fase di test. Nelle lettere inviate alla Commissione europea e al Ministero dei Trasporti italiano qualche giorno fa, Berlino ha detto sono stati riscontrati insoliti aumenti delle emissioni su quattro veicoli Fiat Chrysler; i risultati hanno dimostrato "l'uso illegale di un dispositivo per spegnere i sistemi di trattamento gas di scarico", riportano le lettere.

La questione è esplosa a fine maggio quando Fiat Chrysler aveva snobbato un incontro con il ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt  per discutere la questione delle emissioni. La questione però risale a fine aprile, periodo in cui il Governo di Berlino, al fine di fare chiarezza sul fronte delle emissioni di NOx, ha imposto un richiamo che coinvolge 630 mila vetture e tra le auto oggetto del provvedimento c'erano anche le vetture FCA.  

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Un portavoce FCA qualche ora fa ha dichiarato che le auto della casa automobilistica italo-americana sono conformi alle normative vigenti sulle emissioni e non contengono dispositivi di manipolazione.

La Commissione europea ha detto che è competenza delle autorità italiane porre rimedio. "Prima di tutto è un dialogo tra i due Stati membri interessati con l'obbligo di tenere informata la Commissione che, eventualmente, interverrà al fine di trovare una soluzione", ha detto la Commissione in una dichiarazione.

Sergio Marchionne Sergio Marchionne  REUTERS/Rebecca Cook

Sì, il Thermal Window è legale

​Secondo la rivista WirtschaftsWoche i test tedeschi hanno trovato un "catalizzatore speciale per gli ossido di azoto che viene spento dopo un paio di cicli di pulizia". I veicoli interessati sono i piccoli SUV Fiat 500X e Jeep Renegade ed il Fiat Doblò; il motore in questione è il più recente diesel di Fiat da 2.0 litri.

Il ministero dei Trasporti tedesco, KBA, dopo aver caricato sul proprio sito istituzionale il documento con i risultati dell'indagine, che include anche i nomi dei modelli oggetto di verifica, ha ribadito un uso diffuso da parte delle aziende di sistemi di gestione del motore che disattivano il trattamento delle emissioni al fine di migliorare le prestazioni del propulsore, tuttavia, il  Gruppo Volkswagen è risultato l'unico ad utilizzare un dispositivo studiato per aggirare le emissioni durante i cicli di omologazione.

L'inchiesta condotta dal KBA ha appurato che tutti gli altri costruttori -FCA compresa- sfruttano la thermal window, ossia una "thermal window" dove, se la temperatura esterna è troppo bassa, è consentita la disattivazione dei sistemi anti inquinamento per evitare di danneggiare l'auto. Una pratica che comunque risulta attualmente legale e consentita. La commissione di investigazione KBA ha dichiarato che le case automobilistiche hanno definito la "finestra termale" in modo tale da includere una gamma molto ampia di temperature esterne.

Renzi Delrio Matteo Renzi e Graziano Delrio  REUTERS/Giampiero Sposito

DelRio risponde

A distanza di meno di ventiquattro ore dall'invio della lettera da parte del ministero dei Trasporti tedesco a Bruxelles, il ministro dei trasporti italiano, Graziano Delrio, ha ribadito alla Commissione europea la conformità delle norme sulle emissioni da parte dei veicoli FCA.

L'ingerenza del ministero dei trasporti tedesco 

ll Ministro dei trasporti italiano, Graziano Delrio, nella vicenda si è chiaramente schierato dalla parte di Fiat Chrysler, affermando che la casa automobilistica si è sottoposta al processo di certificazione in Italia e che la Germania dovrebbe sollevare tutte le preoccupazioni che ha rivolgendosi alle autorità di regolamentazione italiane e non direttamente all'azienda, né tantomeno alla Commissione europea. 

La normativa europea parla chiaro: il Ministero dei trasporti tedesco deve sottoporre le proprie questioni all'autorità che ha verificato e validato i test sulle emissioni inquinanti, ossia il Ministero dei Trasporti italiano. Ma la KBA, incurante di quello che dicono le normative europee, oltre a rendere pubblico il rifiuto di FCA di fine maggio, ha ulteriormente calcato la mano scrivendo alla C.E.

L'eco dello scandalo dieselgate si è tutt'altro che concluso e, se da una parte sono comprensibili i controlli che vuole effettuare il KBA anche sugli altri costruttori, dall'altra appaiono "leggermente" mirate le ingerenze verso le case automobilistiche come appunto FCA. Anche se, ad onor del vero, il KBA aveva convocato anche Opel che, al contrario dell'azienda italo-americana, si era regolarmente presentata all'incontro. 

L'inchiesta avviata della KBA non ha poi scoperto nulla che non si sapeva -la difformità tra i test di laboratorio ed i test su strada- e, soprattutto, è stato accertato che soltanto Volkswagen aveva utilizzato un dispositivo esterno per manipolare i risultati

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