Disastro Manchester City, stagione buttata. Spesi 200 milioni, zero titoli

L'allenatore del Manchester City, Pep Guardiola
L'allenatore del Manchester City, Pep Guardiola Reuters

Dopo la cocente eliminazione dagli ottavi di finale di Champions League per mano del Monaco, il Manchester City di Guardiola è in piena bufera. La crisi di risultati e la distanza in Premier League abissale dalla vetta, sono ormai 10 le lunghezze dal Chalsea di Antonio Conte, lasciano pensare ad una stagione ormai buttata. Con la EFL Cup già vinta dal Manchester United di Mourinho, secondo titolo stagionale dopo il Charity Shield già vinto contro il Leicester in estate, l'unica competizione in cui il Man City è ancora in corsa resta la Fa Cup.

In coppa d'Inghilterra i Citizens dovranno vedersela coi Gunners in semifinale il 22 aprile, ma se a spuntarla sarà l'Arsenal, la stagione del Man City sarà definitivamente da buttare. Un progetto ambizioso davvero vicino al naufragio. Eppure i 200 milioni e passa investiti nel mercato, l'affido della panchina a Pep Guardiola, allenatore dai tanti trionfi internazionali, dovevano essere la garanzia di vittorie a catena. Una rosa già molto forte quella del Manchester City, arricchita dagli arrivi di Stones (56 milioni) dall'Everton e Claudio Bravo (18 milioni) dal Barcellona. Due grandi delusioni.

Le spese folli sostenute per Nolito (18 milioni), appena 6 gol in 27 gare, per Gabriel Jesus (32 milioni) infortunatosi dopo appena 3 gol per tutta la stagione, e per Gundogan (27 milioni) che dopo 16 partite si è di nuovo infortunato (ma non è di certo una novità) hanno determinato il fallimento. Un calciomercato scellerato che fa del solo Sanè un acquisto azzeccato, ma pagato 50 milioni. In uscita invece sono stati mandati via giocatori che stanno facendo la differenza all'estero. Basta pensare a Dzeko alla Roma per appena 11 milioni (30 gol in stagione), Nasri e Jovetic considerati inutili, che brillano in un Siviglia ancora in corsa per il titolo contro Barça e Real. Bony prestato allo Stoke City.

Terribile soprattutto, la gestione di Guardiola in due zone fondamentali del campo, la porta e la linea difensiva. Ceduto l'argentino Rulli alla Real Sociedad per due spicci, che sta strabiliando in Spagna. Ceduto Hart al Torino, additato come incapace coi piedi e scarso tra i pali, coi granata è a dir poco miracoloso. Si è puntato tutto su Claudio Bravo, che ha deluso ogni aspettativa e la maglia da titolare è andata al 35enne secondo portiere Caballero. Difensori centrali: regalato Demichelis gratuitamente all'Espanyol, svenduto Lejeune a due spicci all'Eibar che sta andando benissimo. Poi Mangala pagato a peso d'oro prestato al Valencia e Denayer al Sunderland, puntando tutto su Stones. Erroraccio.

Se si pensa alla rosa a disposizione del Man City, non si riesce a credere che la formazione sia fuori dalla Champions e dalla lotta scudetto. Sterling, Aguero, Navas, De Bruyne, Tourè, David Silva e tantissimi altri campioni in ogni ruolo. Due o tre scelte di livello mondiale per ogni singola posizione del campo. Eppure, qualcosa non ha funzionato nel Tiki-Taka di Pep Guardiola. Nonostante tutto, la società crede fermamente nell'allenatore e si è detta pronta a investire altri 200 milioni nella prossima sessione di mercato. Fantascienza in Italia, dove si cacciano allenatori per molto meno e dove gli investimenti, Juventus a parte, sono ormai un miraggio. Qualcosa è stato sbagliato dalla Figc, c'è un abisso tra il calcio italiano e quello del resto d'Europa, la colpa non può essere solo dei singoli club.