Dopo l'EPA e la Germania anche la Francia punta il dito contro Fiat Chrysler

Sergio Marchionne, A.D. di FCA
Sergio Marchionne, A.D. di FCA REUTERS/Rebecca Cook

Ci risiamo: Fiat Chrysler è finita nuovamente sotto accusa per aver truffato le emissioni. Secondo quanto riportato da Reuters un procuratore francese ha aperto un'inchiesta contro Fiat Chrysler per la presunta truffa sui test di emissioni dei veicoli diesel. "Posso confermare che è stata aperta un'inchiesta giudiziaria per truffa aggravata", ha riferito la fonte riportata da Reuters.

Un portavoce Fiat ha riferito che la società ha preso atto delle indagini e ha ribadito che i suoi veicoli diesel sono conformi alle normative sulle emissioni, come confermato dal Ministero dei Trasporti italiano Delrio. Il portavoce ha poi confermato che la società  continuerà a collaborare con le autorità in tutte le indagini ed era fiducioso che la questione sarebbe stata completamente risolta.

L'indagine francese in realtà non è una novità assoluta perché già lo scorso 6 febbraio il Ministero dell'Economia francese aveva trasmesso alla procura un dossier dove erano riportati gli alti livelli di ossido d'azoto di alcuni modelli diesel della casa italo-americana. Il programma di test francese finora ha puntato il dito su quattro case automobilistiche: Volkswagen, Renault, FCA ed il Gruppo PSA. 

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"L'indagine Fiat è una conseguenza naturale della conclusioni della Commissione", ha detto Frederik-Karel Canoy, un avvocato di Parigi, che rappresenta un gruppo di proprietari di Fiat che hanno denunciato la casa automobilistica nei tribunali francesi.

FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate  REUTERS/Brendan McDermid

I Diesel sono brutti sporchi e cattivi

Il Dieselgate ha amplificato quello che già si sapeva: in condizioni reali molti produttori fanno fatica a stare dietro alle normative vigenti in Europa. Tuttavia, ed è sempre bene specificarlo, il Dieselgate è un'altra storia perché il colosso tedesco ha utilizzato in tutti i suoi modelli coinvolti nell'inchiesta un defeat device, ossia un dispositivo estraneo e non dichiarato, in grado di capire quando l'auto era in prova dalle autorità.

FCA, come constatato anche dall'accusa dell'EPA, è accusata di utilizzare un software che consente emissioni diesel più alte degli standard e, in particolare, degli NOx; in pratica i sistemi riducono l'efficacia dei controlli delle emissioni in determinate circostanze, quando ad esempio la vettura viene condotta ad alta velocità.

Sergio Marchionne Sergio Marchionne  REUTERS/REBECCA COOK

Francia e Germania contro Marchionne

I più attenti ricorderanno che fu il governo tedesco ad accusare FCA di barare sulle emissioni quando a fine aprile, al fine di fare chiarezza sul fronte delle emissioni di NOx, impose un richiamo che coinvolse 630 mila vetture, tra cui anche alcune vetture del Gruppo italo-americano. Secondo i controlli effettuati dalla Germania FCA utilizzerebbe un dispositivo in grado di aggirare i controlli in fase di test.

La Germania successivamente inviò delle lettere alla Commissione Europea e al Ministero dei Trasporti italiano esortando le due autorità a fare chiarezza sul caso. Fiat Chrysler ha però sempre dichiarato di non utilizzare nessun dispositivo illegale e Delrio ha ribadito che le vetture FCA ottemperavano alle norme. 

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L'EPA, la Germania e ora la Francia accusano Fiat Chrysler di truffare le emissioni. Ad oggi non ci sono ancora elementi per dichiarare se FCA è colpevole, sicuramente però la situazione della compagnia italo-americana è al limite, così come quella di molte altre casa automobilistiche. L'amore dell'Europa per il Diesel è destinato a terminare?