Draghi, tassi invariati

di 10.01.2013 16:31 CET
Draghi
Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea reuters

Mario Draghi comunica oggi in conferenza stampa la decisione unanime della Bce di lasciare i tassi invariati allo 0,75%. Il bilancio è quello di un Eurozona con segnali di stabilizzazione negli ultimi sei mesi, che però "non trovano ancora riscontro nell'economia reale".

Tra questi, "i rendimenti sui titoli di stato e Cds sono molto più bassi di prima, le borse azionarie sono risalite, c'è stato un significativo afflusso di capitali nell'Eurozona, i depositi bancari nei paesi periferici sono tornati a salire, la frammentazione dei mercati finanziari dell'Eurozona si sta gradualmente riducendo". Tuttavia, "tali esempi limitati e contenuti", non possono far sperare in una "ripresa economica forte e anticipata", le previsioni per il 2013 non sono rosee. È comunque previsto, per quest'anno, una riduzione dell'inflazione media al di sotto del 2%. È impossibile fare previsioni di lungo termine per Draghi, quindi, sebbene i rischi per le prospettive economiche dell' Eurozona continuino ad essere "costantemente orientati al ribasso", "è troppo presto per cantare vittoria e dunque per rilassarci".

Infine,  l'appello ai governi, la cui mancanza di azione costituisce il principale rischio per l'eurozona: "è necessario che consolidino le finanze pubbliche attraverso la giusta combinazione di tagli alla spesa pubblica e alle tasse, e che si impegnino nella realizzazione delle  riforme dei mercati dei prodotti e del lavoro per creare competitività".

 

 

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