Eletto il Cda Rai: ancora una volta trionfa la lottizzazione

  | 05.07.2012 15:02 CEST
Il celebre "Cavallo morente" di Francesco Messina, all'ingresso della Rai
Il celebre "Cavallo morente" di Francesco Messina, all'ingresso della Rai.

La giornata si preannunciava come quella decisiva: dopo le numerose "fumate nere", la rimozione coatta di un dissidente Pdl dalla commissione (per cui è scoppiata una crisi istituzionale fra i presidenti di Camera e Senato), e le minacce (a dir la verità più supposte che confermate) di un imminente commissariamento da parte del governo, oggi il presidente della commissione bicamerale di vigilanza Rai, Sergio Zavoli, ha convocato i suoi membri a oltranza fino a raggiungere un risultato.

E ce l'ha fatta: anche se, purtroppo, i risultati non sono quelli sperati. Se il Pd ha avuto il coraggio di presentare nomi provenienti dalla "società civile", come elemento innovativo, è tuttavia mancata la vera novità che si auspicava – ovvero la fine della lottizzazione dell'azienda.

I grandi elettori della Vigilanza, infatti, hanno rispettato pedissequamente gli equilibri delle camere parlamentari, eleggendo quattro consiglieri per Pdl e Lega (l'esperto di marketing Antonio Pilati (ispiratore della legge Gasparri), l'ex An Guglielmo Rositani, l'imprenditrice ed ex eurodeputata forzista Luisa Todini, e il politico e imprenditore Antonio Verro, al secondo mandato), due per il Pd (l'ex pm Gherardo Colombo e la giornalista Benedetta Tobagi, figlia di Walter, vittima delle Brigate Rosse) e uno per il Terzo Polo (il giurista e politico Udc Rodolfo De Laurentiis, anch'esso al secondo mandato). Prima dei non eletti Flavia Piccoli Nardelli, il "volto nuovo" (in realtà legato molto alla prima Repubblica) sponsorizzato da Melandri, Perina e Idv. Su questo nome era scoppiato lo scandalo della rimozione del Pdl Paolo Amato, che contro la disciplina del partito aveva votato per la Nardelli.

Pare dunque che i partiti non abbiano grandi intenzioni innovatrici rispetto ai rituali della vecchia politica, sempre attenta a spartirsi "equamente" (per loro, non certo per i cittadini) le poltrone.

Ora il Cda dovrà adempiere alle formalità del caso, eleggendo come presidente Anna Maria Tarantola (ex vice dg di Bankitalia), nominata consigliere (e indicata per la presidenza) il mese scorso, dal ministero dell'Economia, insieme all'altro membro di nomina governativa, Marco Pinto (ex Consigliere di Stato ed ex membro del Cda di Eni). Altra incombenza sarà la nomina del nuovo dg, anch'esso indicato dal Ministero nella persona di Luigi Gubitosi, accademico alla Luiss ed ex manager di Wind e Fiat.

Dopo queste incombenze burocratiche, la Rai dovrà ripartire da una situazione estremamente problematica: la criticata gestione uscente, infatti, ha non solo impoverito la qualità del servizio pubblico con scelte orientate più all'interesse politico che a quello dei cittadini; ma ha anche lasciato problemi economici non indifferenti. Un compito che si preannuncia difficile, date le premesse.

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