Elezioni 2017 in Europa: a fine anno l'Unione potrebbe non essere più la stessa (e rischia di finire nelle mani dei populisti)

Donna voto elezioni
Una donna al voto REUTERS/Jim Young

Sta per iniziare un periodo ricco di appuntamenti elettorali per i cittadini dell'Unione Europea: in Francia e Germania, chissà forse anche in Italia, ma anche in Repubblica Ceca e Paesi Bassi, in Norvegia e in Serbia, sono tantissime le tornate elettorali in calendario e tutte incideranno, in qualche modo, sul destino di tutto il carrozzone europeo.

SEGUICI SU FACEBOOK 

Vien da sé che gli appuntamenti più importanti sono principalmente due: le elezioni presidenziali in Francia, tra aprile e maggio, e le elezioni federali in Germania del prossimo autunno. Saranno circa 40 milioni i francesi chiamati alle urne, cui si sommeranno altrettanti tedeschi per un totale di 80 milioni di elettori che determineranno, con il proprio voto, la continuità o meno anche dell'attuale declinazione del progetto europeo. Entrambi questi appuntamenti contengono innumerevoli variabili ma l'ago della bilancia sarà il neo-nazionalismo che in entrambi i Paesi, anche se decisamente di più in Francia, prende sempre più piede e riscuote sempre più consenso popolare.

In Italia i cittadini di Parma, Palermo, Genova, Verona, Taranto, Monza e Piacenza, insieme a tutti i cittadini siciliani chiamati alle urne per le elezioni regionali. Ma, con i chiari di luna interni al Partito Democratico - dove qualcuno afferma di voler condurre il governo fino a fine legislatura, nel 2018, e qualcun altro invece di volerlo azzoppare prima e andare al voto anticipato - e con le pressioni della destra e del M5s affinché si vada a elezioni anticipate il più presto possibile tutto può cambiare in brevissimo tempo

Più in generale tutti gli appuntamenti elettorali previsti nel 2017 in Europa rappresentano dei test, locali e nazionali, molto importanti sui quali Bruxelles, e i paesi che fanno parte dell'Unione, dovranno sicuramente interrogarsi: l'euroscetticismo è al suo apice storico, così come le politiche protezioniste promosse da molti schieramenti politici che preferirebbero quelle rispetto a nuove politiche comunitarie. Quel che è più destabilizzante, ed impedisce una reale proiezione per capire quale potrebbe essere il volto dell'Europa il prossimo 1 gennaio, è il punto di incontro ideologico su immigrazione e politiche economiche: i piani europei sono contestati un po' da tutti e anche schieramenti e compagini politiche meno nazionaliste e più liberali o socialdemocratiche non nascondono le critiche al sistema economico europeo, all'assenza di politiche sociali vere per l'Europa e sopratutto al sistema comunitario di accoglienza dei migranti e dei rifugiati. Insomma, in un modo o nell'altro, quest'Europa non piace e le soluzioni proposte sono, grossomodo, due: stringersi ancor di più o lasciare che ognuno prenda la propria strada.

Un bivio decisamente pericoloso ma che riflette un'incapacità grave dell'Unione Europea, dal Parlamento alla Commissione: quella di entusiasmare gli elettori e i cittadini europei con discussioni e proposte politiche, cosa che oggi è messa in ombra dall'ingombrante peso che hanno le politiche economiche e, sopratutto, la Banca Centrale Europea.

Europaliquidanero Elezioni, manifestazioni e secessioni europee  IBTimes Italia/Giovanni De Mizio

LE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN FRANCIA: LA VITTORIA DI MARINE LE PEN È TUTT'ALTRO CHE IMPROBABILE

A fine anno la Francia cambierà radicalmente il proprio volto politico. Tra aprile e maggio si terranno le elezioni presidenziali (primo e secondo turno), con una grande incognita di fondo che incuriosisce tutti in Europa: riuscirà Marine Le Pen a conquistare l'Eliseo spingendo a tutta forza sul latente, ma nemmeno troppo, sentimento e orgoglio nazionale dei cittadini francesi? Secondo i sondaggi, per chi ci crede e per chi no, il Front National ha ottime possibilità di vincere al primo turno ma non di superare il ballottaggio: troppo isolato, troppi pochi amici ed alleati, e questo potrebbe rappresentare un vantaggio per gli avversari (alcuni dei quali però non navigano in ottime acque).

A giugno invece si terranno le elezioni parlamentari francesi (primo e secondo turno) per l'elezione dell'Assemblea Nazionale mentre a settembre sarà il turno del Senato di Parigi, che deriverà necessariamente dalle politiche di giugno: in Francia infatti il Senato viene eletto sostanzialmente dai delegati Consiglieri Municipali all'interno di un collegio elettorale composto anche dai neo-deputati e dai Consiglieri generali e regionali.

LE ELEZIONI POLITICHE IN GERMANIA: LA MERKEL TENTA DI SOPRAVVIVERE

La Germania è l'altra grande realtà nazionale europea che si recherà alle urne per le elezioni politiche (ogni data, dal 27 agosto 2017, è buona): prima di questo importantissimo appuntamento, che segnerà il destino di Angela Merkel, della CDU e di tutti gli equilibri politici ed economici della “locomotiva d'Europa", ci saranno le elezioni locali nel Saarland, a marzo, nel Schleswig-Holstein e nel Nordhein-Westfalen a maggio: appuntamenti elettorali che daranno importanti indicazioni, sul piano federale, della direzione che intraprenderà la Germania in autunno. Una direzione che, anche in questo caso, indica un neo-protezionismo anche in seno alla CDU di Angela Merkel, che ha cambiato la narrazione delle proprie politiche da qualche mese a questa parte. Lo sfidante principale della cancelliera è, attualmente, l'ex-Presidente del Parlamento Europeo Martin Shulz, socialista e convinto europeista, ma è innegabile il peso che avrà alle elezioni l'ultradestra dell'AFD di Frauke Petri, che comunque è difficile possa “rubare” voti ai due principali schieramenti. Ma, al giorno d'oggi, questo è tutto da vedere.

LE ELEZIONI POLITICHE NEI PAESI BASSI A MARZO: LA PARTITA È TRA IL CONSERVATORE RUTTE E IL POPULISMA WILDERS

Altra importante realtà nazionale che si recherà alle urne alle elezioni politiche nel prossimo mese di marzo saranno i Paesi Bassi: il 15 marzo i cittadini olandesi saranno formalmente i primi europei a votare quest'anno. Dovranno eleggere il nuovo primo ministro e tra i favoriti, anzi il favorito, c'è Mark Rutte, candidato conservatore del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, ma subito dietro di lui c'è il populista ed euroscettico Geert Wilders. Un vero banco di prova per l'Unione Europea, seppur al netto delle dovute proporzioni, e un indicatore importante sulla direzione che l'UE intraprenderà una volta finite tutte queste tornate elettorali. Nello stesso mese comincerà il processo della Brexit.

LE ELEZIONI PARLAMENTARI IN NORVEGIA

L'11 settembre 2017 in Norvegia i cittadini si recheranno alle urne in occasione delle elezioni politiche, per il rinnovo del Parlamento. Nel 2013 ci fu lo schock dell'elezione del partito di ultradestra cui fa riferimento l'assassino di Utoya Breivik, ma negli ultimi anni le polemiche con la destra norvegese (anti-europea, ma la Norvegia non è esattamente un membro assoluto dell'UE, avendo mantenuto sovranità monetaria come anche la Svezia) e le tensioni militari marittime con la Russia hanno allontanato Oslo dall'amicizia con Mosca. 

LE ELEZIONI POLITICHE NELLA REPUBBLICA CECA AD OTTOBRE

Il 20 e 21 ottobre i cittadini della Repubblica Ceca si recheranno alle urne in occasione delle elezioni politiche, nelle quali eleggeranno il nuovo parlamento: alle ultime regionali, lo scorso anno, il partito populista di Andrej Babis (imprenditore e miliardario, faro dell'antipolitica ceca e a capo dell'Alleanza dei cittadini scontenti) ha conquistato 9 regioni su 13, lasciando le briciole ai socialdemocratici del premier Sobotka.

Insomma, alla fine del 2017 l'Europa che avremo davanti potrebbe essere, e anzi sarà, molto diversa da quella che conosciamo: nazionalismi, populismi e neo-protezionismi sono sentimenti sempre più forti e presenti nei programmi nazionali dei politici, non solo a destra, e quando non lo sono diventano politiche attive socialdemocratiche: si pensi allo stato d'emergenza in Francia, ai voucher in Italia, al dietrofront di Merkel sui migranti. E a molto altro ancora. Forse la socialdemocrazia europea sta riscoprendosi populista?

LE ELEZIONI PARLAMENTARI IN ALBANIA E IN BULGARIA

La Bulgaria andrà alle urne in occasione delle elezioni parlamentari il prossimo 26 marzo: dopo la batosta per i candidati filo UE alle presidenziali di novembre 2016 sarà un banco di prova importante quello delle elezioni politiche, che deciderà la direzione che il prossimo parlamento bulgaro prenderà (se sarà Bruxelles o Mosca). Dopo la vittoria elettorale del 53enne ex generale dell’Aeronautica Rumen Radev, dell’opposizione socialista e filorusso, il timore è che i bulgari possano spostarsi definitivamente dalle mire europeiste a legami più tradizionali, filorussi. In questo sarà determinante la campagna elettorale su temi sopratutto come l'immigrazione. 

In Albania invece le elezioni parlamentari si terranno il prossimo 18 giugno. I socialisti del premier Rama sono in preda, oramai da mesi, a lotte intestine per il cambio di statuto e per stabilire le quote elettorali e questo avvantaggia, senza ombra di dubbio, gli avversari conservatori, che non apertamente ma guardano con favore a Putin e ai legami con l'ultradestra greca.