Elezioni Francia 2017, ballottaggio Macron - Le Pen: i sondaggi della vigilia, le previsioni e le incognite

Le Pen Macron
Marine Le Pen (sinistra) e Emmanuel Macron REUTERS

Domani, 7 maggio, la Francia sceglierà il suo venticinquesimo presidente. Al ballottaggio due candidati che rappresentano un’idea totalmente opposta di Nazione e dei rapporti che essa dovrebbe avere con il resto del continente e del mondo.

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Da un lato l'ex banchiere europeista Emmanuel Macron, dall’altro l’integerrima populista Marine Le Pen. Chi tra i due riuscirà ad ottenere più voti al ballottaggio conquisterà la poltrona dell’Eliseo, la stessa che fino a ieri era occupata da François Gérard Georges Nicolas Hollande, il capo dello Stato più impopolare della V Repubblica e forse dell’intera storia repubblicana di Parigi.

Per forza di cose, date le caratteristiche del sistema elettorale transalpino, e come già accaduto lo scorso novembre negli Stati Uniti,  molti elettori si troveranno a scegliere il meno peggio, il candidato che non rispecchia i loro ideali ma che forse si avvicina di più ad essi. Altri invece, molti secondo i sondaggi, si rifugeranno nell’ astensionismo, che potrebbe essere il vero ago della bilancia di queste presidenziali.

Il ballottaggio pone fine ad una campagna elettorale infinita, spesso brutale, violenta e propagandistica, iniziata ancor prima che i due partiti tradizionali, oggi fuori dai giochi, realizzassero le primarie, proseguita con un penoso confronto Tv in cui entrambi gli esponenti politici hanno mostrato il peggio di sé e conclusasi con la denuncia, arrivata nella notte tra il 5 e il 6 maggio di un attacco hacker subito da Macron che, secondo lui, aveva lo scopo di “destabilizzare le elezioni francesi”. Email violate, documenti e contratti rubati sono poi finite in rete "insieme a falsi documenti per seminare il dubbio e la disinformazione", fa sapere il leader di En Marche!. Con quale effetto e da parte di chi, ad oggi non è dato sapere.

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Elezioni Francia: gli ultimissimi sondaggi


Alle 00.00 del 6 maggio è scattato il silenzio elettorale. Gli ultimi sondaggi realizzati dai principali istituti demoscopici sono quindi stati pubblicati nella giornata di venerdì 5 maggio, a due giorni da l ballottaggio.

Secondo una rilevazione effettuata da Elabe per BFM-TV, Emmanuel Macron dovrebbe vincere il secondo turno delle presidenziali francesi con il 62% dei voti, a fronte del 38% conquistato da Marine Le Pen. Un distacco più alto di tre punti rispetto a quello registrato il 2 maggio, il giorno prima del dibattito tv a reti unificate tra i due candidati.

In base a quanto affermato dal direttore degli studi degli studi politici dell'istituto Elabe, Yves-Marie Cann, l'aumento è dovuto principalmente alla crescente quota di elettori della sinistra radicale di Jean-Luc Melenchon che hanno deciso all’ultimo momento appoggiare Macron, nonostante quest’ultimo sia ben lontano dai loro ideali politici. “Meno peggio dell’estrema destra”, sembra essere il pensiero dominante: "54% di coloro che hanno votato per Melenchon esprimono un'intenzione di voto a favore di Emmanuel Macron . Sono 10 punti in più rispetto ad alcuni giorni fa".

Il sondaggio effettuato da Elabe mostra un risultato simile a quello rilevato da Ipsos-Steria che accredita Macron al 63% delle intenzioni di voto e Le Pen al 37% . Rispetto alla rilevazione effettuata il giorno prima del dibattito tv, la numero uno del Front National ha perso 2,5 punti percentuali.

Elezioni Francia: l’affluenza, le previsioni e le incognite


A contribuire in maniera determinante all’esito di queste elezioni sarà l’affluenza. Secondo i principali istituti di ricerca, un francese su quattro rimarrà a casa, decidendo di voltarsi dall’altra parte e di non scegliere. Per la prima volta dal 1969 ad oggi (anche in quel caso la sinistra era assente e al secondo turno si fronteggiarono Georges Pompidou e Alain Poher), l’ affluenza potrebbe addirittura essere inferiore rispetto a quella registrata al primo turno, pari al 77,77% degli aventi diritto e già di per sé non troppo incoraggiante.

In base ai dati forniti dai sondaggi, il tasso di astensionismo potrebbe assestarsi tra il 25 e il 30% , una percentuale molto alta che potrebbe favorire Marine Le Pen, che può contare su un elettorato più radicato rispetto a quello di Macron.

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Ad incidere sul risultato saranno inoltre anche i voti di chi al primo turno ha votato Hamon, Fillon e Mélenchon e che al ballottaggio deciderà di schierarsi a favore del candidato che promuove un’idea di Nazione diversa dalla propria, ma comunque più vicina rispetto all’altro.

Le previsioni dicono che più della metà degli elettori del leader dell’estrema sinistra sceglierà di schierarsi con Macron, mentre la parte restante confluirà nell’astensionismo. Gli elettori di Fillon dovrebbero invece spaccarsi: i più reazionari con Le Pen, i più progressisti con Macron.

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Da non sottovalutare nemmeno l ’incidenza del voto della comunità islamica , che in Francia è rappresentata da 6,5 milioni di personale, il 10% della popolazione. Cittadini nati e cresciuti in Francia, con un diritto di voto che intendono esercitare, probabilmente allo scopo di impedire a chi li raffigura come “nemici” di conquistare la poltrona più importante del Paese.

Elezioni Francia: i risultati


I primi risultati arriveranno per ora di cena, ma già nel pomeriggio verranno diffusi i primi dati sull’astensionismo che potrebbero dare un’indicazione su come sta andando il voto. Se il tasso dovesse superare il 30%, Marine Le Pen avrebbe delle possibilità concrete di diventare presidente o comunque di mettere a repentaglio la vittoria di Macron, data quasi per certa da politologi e mercati.

Come avvenuto lo scorso 23 aprile, il ministero dell'Interno e gli istituti di sondaggio si sono accordati per non effettuare exit-poll, diffidando chiunque a dare credito a qualsiasi cifra circoli in rete prima delle 20.

Le prime proiezioni ufficiali verranno diffuse ad un’ora dalla chiusura dei seggi e si baseranno su le città più piccole, ma rappresentative. Poi, col passare delle ore, arriveranno le percentuali dello spoglio. Il nome del venticinquesimo presidente della Repubblica francese, in caso di testa a testa, potrebbe dunque arrivare a tarda notte.