Elezioni Francia: breve guida alle Presidenziali 2017

Francia, elezioni
I principali candidati alle elezioni presidenziali francesi REUTERS/Charles Platiau/File Photos

Nel clima peggiore che si potesse immaginare, tra polemiche, attentati e paura, sono arrivate le tanto attese elezioni presidenziali francesi. Domenica 23 aprile, 47 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per eleggere il successo di Francois Hollande all’Eliseo.

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Quando si vota

Si voterà in un solo giorno. Le urne saranno aperte dalle ore 8.00 di domenica 23 aprile alle ore 19.00. Nonostante ciò, i seggi elettorali in alcuni distretti o città potranno cominciare o finire prima o dopo, a condizione che la votazione sia chiusa al massimo alle 20.00. L’orario varrà anche per i centri più piccoli, dove nel passato i seggi si chiudevano alle 18.00, allo scopo di evitare di avere in anticipo dei risultati che potrebbero condizionare gli ultimi voti.

Ricordiamo che sono ammessi al voto anche gli elettori dei dipartimenti d’oltremare, come Polinesia francese, Guadalupa, Martinica, Guyana, Saint Pierre e Miquelon, Saint-Barthélemy e San Martin. In questi territori si vota  sabato 22 aprile per il primo turno e sabato 6 maggio per il ballottaggio.

I candidati

Ufficialmente sono undici i candidati che parteciperanno alle elezioni presidenziali francesi del 23 aprile, anche se i principali sono cinque:

  • Emmanuel Macron, ex ministro delle finanze di Hollande candidato indipendente del partito En Marche!,
  • Benoît Hamon, candidato del Partito Socialista (stesso partito di Hollande),
  • François Fillon candidato dei Repubblicani,
  • Marine Le Pen del Front National,
  • Jean-Luc Mélenchon del Partito di Sinistra.

Gli altri sei sono:

  • Philippe Poutou (Nuovo partito anti capitalista),
  • Jean Lassalle, indipendente,
  • Jacques Cheminade (Solidarietà e progresso).,
  • Nicolas Dupont-Aignan (Debout la Republique),
  • Nathalie Arthaud, (Lotta operaia),
  • François Asselineau, Unione popolare repubblicana.

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Come si vota

Si voterà utilizzando un sistema uninominale, maggioritario a doppio turno. Il candidato che al primo turno riuscirà ad ottenere il 50% più uno dei voti, vale a dire la maggioranza assoluta, diventerà presidente. Se nessuno dei personaggi in corsa riuscirà a raggiungere tale soglia, cosa sempre accaduta dal 1958, si andrà al ballottaggio tra i due candidati più votati. Potranno votare tutti i cittadini francesi maggiorenni che godono dei diritti civili e politici. Requisito fondamentale è essere iscritto alle liste elettorali.

Quando si conosceranno i risultati

I primi risultati del voto cominceranno ad arrivare alle ore 20.00 a urne appena chiuse e riguarderanno le stime sull’affluenza e gli exit poll. Il risultato definitivo è invece atteso per le prime ore dell’alba del 26 aprile.

Gli ultimi sondaggi

In base al sondaggio effettuato da Opinionway per Les Echos , per quanto riguarda il primo turno Emmanuel Macron sarebbe in testa con il 23% delle preferenze, seguito da Marine Le Pen con il 22%. Terzo François Fillon con il 20%, quarto Jean-Luc Mélenchon al 19%.

Al ballottaggio dovrebbero dunque accedere i primi due, con il numero uno di En Marche! che batterebbe la leader del Front National 65% contro 35%. Nel caso in cui al secondo turno arrivasse Fillon, potrebbe vincere contro Le Pen con il 57% dei voti.

Risultato simile per il sondaggio realizzato da Harris Interactive per France Télévisions : Macron 25%, Le Pen 22%, Fillon e Mélenchon pari al 22%, Hamon al 7,5%. Anche secondo questa rilevazione, al ballottaggio si Macron che Fillon batterebbero la candidata dell’estrema destra francese.

Le conseguenze dell’attentato

L'attacco agli Champs-Élysées di giovedì 20 aprile, l’ennesimo subito da Parigi e dalla Francia nel corso degli ultimi due anni, potrebbe avere delle ripercussioni sull’esito delle presidenziali.

Non a caso alcuni leader hanno già cercato di sfruttare la paura per veicolare il voto verso determinati candidati. In questo contesto, ad influenzare i cittadini potrebbero essere le intenzioni dei vari candidati sul tema sicurezza. Secondo quanto affermato da alcuni osservatori, è proprio su questa questione che Macron rischia di più mentre Marine Le Pen e François Fillon, che su questa tematica hanno sempre avuto un approccio molto più duro, più chiuso, puntando sul populismo e sul nazionalismo, potrebbero essere avvantaggiati dall’effetto che l’attentato ha avuto sulla popolazione. Ciò che è certo è che dopo quello che è successo il 20 aprile nel cuore della capitale francese, l’esito del voto è diventato ancora più incerto.

Quanto pesano l’affluenza e gli indecisi

In base allo studio effettuato da Cevipof per Le Monde a pochi giorni dal voto, la percentuale degli indecisi era ancora pari al 30%. Una cifra abnorme che potrebbe influenzare il risultato delle elezioni favorendo in particolare due candidati: Marine Le Pen e François Fillon .

Per spiegarvi il motivo utilizziamo dei dati. Secondo l’istituto Ifop su 100 elettori che tifano Macron solo 68 sarebbero certi del proprio voto. Si sale a 69 su 100 per Mélenchon, a 81/100 per Fillon e a 83/100 per Le Pen.

Dall’indagine emerge dunque che i potenziali elettori dei candidati della destra francese sarebbero più sicuri, motivati e convinti di andare alle urne. Chi invece dice di avere simpatia per il leader di En Marche! potrebbe tirarsi indietro all’ultimo minuto. Incrociando questi risultati con quelli relativi all’affluenza si capisce dunque che più bassa sarà la partecipazione al voto più possibilità di vincere avranno il rappresentante repubblicano e la leader del FN.

Tradizionalmente l’affluenza alle presidenziali è molto alta, intorno all’80% (al primo turno), mentre le schede valide sono pari a circa il 75%.

Nel caso in cui le percentuali venissero confermate anche quest’anno, immaginando una sfida tra Macron e Le Pen, il candidato centrista potrebbe prevalere sfruttando la solita “chiamata” alle armi per evitare la deflagrazione estremista della Francia. È già successo nel 2002 al secondo turno delle presidenziali tra Jacques Chirac e Jean Marie Le Pen e alle elezioni regionali del 2015.

Se però l’affluenza fosse più bassa, a favore di Le Pen ci sarebbe il maggior radicamento dei suoi elettori. Il fisico francese Serge Galam ha creato un vero e proprio modello scientifico che esemplifica quanto appena detto. In base ai suoi calcoli, se i sondaggi prevedono la sconfitta di Le Pen al ballottaggio 41 a 59%, per esempio, Le Pen potrebbe comunque vincere se il tasso di affluenza dei suoi elettori fosse pari al 90% e quello del suo rivale si fermasse al 70%, con un’affluenza totale pari al 79%.

Lo stesso scenario potrebbe realizzarsi anche con differenti percentuali: se le percentuali previste per il secondo turno fossero pari al 45% per Le Pen e al 55% per l’altro (Fillon o Macron che sia), la numero uno del FN potrebbe vincere se l’affluenza dei suoi elettori fosse pari all’85%, quella del rivale al 70%, quella generale al 77% e via dicendo.

Parlando in parole povere, secondo lo scienziato, Le Pen potrebbe trarre beneficio dal fatto che molte delle persone che hanno inciso sui sondaggi dichiarando di voler votare per Macron potrebbero poi, in realtà, non recarsi alle urne.