Elezioni presidenziali in Ecuador, al primo turno vince Lenin Moreno

di 21.02.2017 9:03 CET
Lenin Moreno
Lenin Moreno, candidato presidente dell'Ecuador della coalizione Alianza Pais, con i suoi sostenitori durante i ringraziamenti dopo il voto. Quito, Ecuador, 19 febbraio 2017. REUTERS/Mariana Bazo

Il partito al governo dell'Ecuador del candidato Lenin Moreno è in testa nello scrutinio sull'andamento del primo turno delle elezioni presidenziali di domenica 19 febbraio. È tuttavia improbabile che ottenga la maggioranza e dovrà per questo andare al ballottaggio contro Guillermo Lasso, il rivale esponente di destra tra le cui proposte c'è quella di cacciare il fondatore di WikiLeaks Julian Assange dall'ambasciata ecuadoriana di Londra.

Con il 78,4 per cento dei voti scrutinati Moreno è in testa con il 38,83 per cento, contro il 28,63 per cento di Lasso. Per evitare il ballottaggio di marzo Moreno, 63 anni, e la coalizione di sinistra Alianza Paìs dovranno ottenere la maggioranza assoluta dei voti o almeno il 40 per cento e un vantaggio di almeno 10 punti sul candidato più vicino.

Quella di Moreno, vincitore in partenza delle elezioni, è stata una figura importante tra il 2007 e il 2013 nel gabinetto del presidente uscente Rafael Correa, che ha deciso di non ricandidarsi dopo aver guidato la nazione sudamericana per un decennio.

Allo scorso anno Correa aveva ridotto il tasso di povertà dell'Ecuador da quasi il 40 per cento a meno del 23 per cento. Il Paese ha subito il crollo del prezzo del petrolio, primo prodotto d'esportazione, e la sua economia è calata del 2 per cento l'anno scorso e secondo il Fondo Monetario Internazionale è previsto un rallentamento simile anche nel 2017.

Dopo i risultati del primo turno Correa e il vice-presidente Jorge Glas si sono congratulati con Moreno, il quale ha dichiarato che il suo rivale ha “perso con dignità” mentre lui avrebbe “vinto con umiltà”.

Diverse settimane prima del voto alcune accuse di corruzione hanno colpito il vice-presidente. All'inizio di febbraio è stato pubblicato un video, ampiamente condiviso sui social, che mostra un ex-ministro del petrolio ecuadoriano accusare Glas di aver preso tangenti derivanti da un compenso di 12 milioni di dollari pagato alla compagnia statale Petroecuador per la costruzione di una raffineria. Glas ha negato ogni addebito.

“Abbiamo dimostrato che con una campagna onorevole si possono vincere le elezioni” ha detto Moreno ai suoi sostenitori, citato dall'Associated Press, dopo il rilascio dei risultati parziali: “Abbiamo affrontato attacchi terribili ingiustificabili anche in una competizione elettorale”.

Lasso, rivale di Moreno, ha promesso una riduzione delle tasse, il rilancio dell'occupazione, limiti alla spesa pubblica e la cacciata di Assange dall'ambasciata ecuadoriana a Londra. Ha aggiunto inoltre di voler aprire un dialogo con gli Stati Uniti e il Fondo Monetario Internazionale per chiedere prestiti e rilanciare gli investimenti.

Gli altri candidati alle elezioni presidenziali erano Cynthia Viteri, ex-avvocato e deputata conservatrice con il Partido Social Cristiano, e il 76enne Paco Moncayo, ex-sindaco di Quito.

Queste elezioni sono state anche le prime nelle quali hanno potuto votare le persone transgender in base al genere di transizione piuttosto che quello di nascita.