Elon Musk e Marte: i dettagli del suo piano di colonizzazione umana

Il serbatoio del sistema di trasporto interplanetario immaginato da Elon Musk e SpaceX
Il serbatoio del sistema di trasporto interplanetario immaginato da Elon Musk e SpaceX Elon Musk / SpaceX

È passato poco meno di un anno da quando Elon Musk ha raccontato al mondo quello che è di gran lunga il più ambizioso dei suoi progetti: far diventare la razza umana una specie interplanetaria creando una colonia su Marte. Il fondatore e CEO di SpaceX spiegò in che modo potrebbe essere possibile realizzare tutto questo in un lungo discorso tenuto all'International Aeronautical Congress di Guadalajara (Messico), ed ora il vulcanico imprenditore ha pubblicato un paper su New Space per spiegare cosa ha in mente.

Queste 15 pagine firmate personalmente da Musk non sono altro che un'illustrazione per esteso di ciò che il multi-miliardario ha annunciato nel suo discorso a Guadalajara (incluso l'ormai celebre riferimento a ciò che era SpaceX nel 2002: "un tappeto ed una banda di mariachi"), a partire dalla risposta alla domanda "perché proprio Marte?" alla spiegazione della necessità di sfruttare mezzi riutilizzabili.

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"Parlando del progetto SpaceX Mars volevo far sembrare Marte possibile, farlo sembrare come qualcosa che possiamo realizzare nel corso della nostra vita. C'è davvero un modo nel quale chiunque potrebbe andare se lo volesse", scrive l'imprenditore. Musk ha quindi voluto mettere nero su bianco il piano in modo che chiunque (magari anche dei possibili partner commerciali) possa leggere con calma i dettagli del progetto, probabilmente il più ambizioso mai concepito da mente umana.

"Per come la vedo, pubblicare questo documento fornisce non soltanto un'opportunità per la comunità dello spazio di leggere nero su bianco la visione di SpaceX con tutti i grafici nel loro contesto, ma serve anche come un prezioso riferimento di archivio per studi e pianificazione nel futuro", spiega Scott Hubbard, responsabile editoriale di New Space.

Portare giù i prezzi del viaggio è una priorità assoluta per Musk, secondo il quale "non si può creare una civiltà in grado di sostenersi se il costo del biglietto è di 1o miliardi di dollari", ma la cosa diventa molto probabile e addirittura "quasi certa" se il prezzo scende fino a 200.000 dollari. Come spiegato in precedenza, un risultato del genere dovrebbe essere ottenuto in vari modi, inclusa la riusabilità dei materiali e la possibilità di produrre carburante direttamente su Marte.

In definitiva, il lungo documento redatto da Musk non offre novità rispetto a quanto già non si sapesse del suo piano, ma è giusto dire che dal discorso dello scorso ottobre la situazione non è decisamente più la stessa. Ad esempio, SpaceX ha eseguito con successo dei test di pressione su uno degli elementi più complessi: l'enorme serbatoio in fibra di carbonio che conterrà il carburante della navicella diretta verso Marte.

Inoltre, come forse vi sarà capitato di sentire, adesso alla Casa Bianca c'è un nuovo inquilino, che sembra particolarmente interessato a legare il proprio nome alla conquista di Marte. Già dalla campagna elettorale, Donald Trump aveva fatto chiaramente capire che, se fosse stato eletto Presidente degli Stati Uniti, avrebbe voluto riportare l'esplorazione con equipaggio dello spazio al centro delle attività della NASA.

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Quelle indicazioni sono state rispettate una volta che Trump si è trovato a sedere nello Studio Ovale, con un aumento del budget dell'agenzia spaziale, in particolare per quanto riguarda i fondi destinati alla divisione per la scienza planetaria. Un ruolo in tutto questo potrebbe essere stato recitato anche da Musk, che del neo-Presidente è stato consulente per l'ambito scientifico-tecnologico (i rapporti fra i due sono poi stati resi impossibili a causa delle posizioni del neo-Presidente sul clima).

Ma l'evento che più di ogni altro ha dimostrato come Musk sia in grado di vedere oltre ciò che vedono altri, anche nella corsa allo spazio, è stato il primo lancio eseguito con un razzo dotato di un primo stadio "riciclato", ossia che era già stato usato per una missione. Musk è pronto ad andare avanti nel suo piano-sogno-visione. Che è quello, come il miliardario ama raccontare da anni, di "morire su Marte. Solo, non per l'impatto".

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