Energia, acqua pulita e connettività grazie al Sole: il "miracolo" hi-tech di Watly

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    Il Watly, il dispositivo in grado di purificare l'acqua contaminata, di produrre energia elettrica e di fornire una connessione internet alle comunità più bisognose Watly
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    Il Watly, il dispositivo in grado di purificare l'acqua contaminata, di produrre energia elettrica e di fornire una connessione internet alle comunità più bisognose Watly
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Pensate alle comunità che vivono nelle aree più isolate ed economicamente svantaggiate del pianeta. Ora immaginate un dispositivo in grado di fornire a quest'area dell'energia elettrica. Oppure migliaia di litri di acqua purificata. Oppure la possibilità di una connessione internet. Ora provate ad immaginare tutto questo in una sola macchina: se ci riuscite avrete in mente Watly, il progetto dell'omonima azienda italo-spagnola che ora sta cercando finanziamenti tramite una campagna di crowdfunding su Indiegogo.

Watly, definito dall'azienda "il primo computer termodinamico al mondo", è in effetti una sorta di stazione elettrica ad energia solare, che sfrutta parte dell'energia prodotta per la depurazione dell'acqua e per l'alimentazione di un hub di dispositivi di telecomunicazione che permettono di collegarsi ad internet. 

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Partiamo da ciò che fa funzionare tutto questo, ossia l'energia solare, che rende Watly completamente autonomo dalla rete elettrica. Il dispositivo è coperto da 40 pannelli fotovoltaici monocristallini con una potenza nominale di 10 kW ed in grado di generare 70 kWh al giorno, se necessario immagazzinandoli in una batteria interna da 140 kWh.

Parte di questa energia viene impiegata per la purificazione dell'acqua, che può portare alla comunità dove si trova il Watly anche 5.000 litri di acqua pulita al giorno senza l'utilizzo di filtri o membrane, ma comunque garantendo un livello ottimale del pH e dei minerali. Infine c'è l'aspetto della connettività, con il Watly che permette di collegarsi non solo alla rete internet ma anche ad altri Watly, creando così un network.

"Il nostro obiettivo è di migliorare lo standard di vita per il maggior numero di gente bisognosa nel mondo. Solo quando viene utilizzato per migliorare le sorti mondo, internet raggiunge il massimo del potenziale", spiega il CEO dell'azienda, Marco Attisani. "Vogliamo mettere le comunità più povere nella condizione di poter esprimere il loro potenziale. Fornendo tre funzioni fondamentali per lo sviluppo della vita, Watly consente alle persone la possibilità di dedicarsi all'istruzione, allo sviluppo di sé stessi e all’attivita economica".

"A differenze della donazioni, che hanno un carattere per lo più estemporaneo, la nostra vuole essere una soluzione definitiva ai problemi che affliggono le comunità più deboli", aggiunge Attisani. "Watly è un'infrastruttura intelligente che sta portando l’ 'Internet delle cose' in luoghi dove mancano internet e beni primari".

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Il progetto ha già avuto importanti riconoscimenti, in primis il premio Horizon 2020 e l'allegato finanziamento di circa 2 milioni di euro, con il quale è stato costruito il modello pre-industriale Watly 2.0, successivamente installato nel villaggio di Abenta, in Ghana. Adesso, anche grazie al supporto della campagna di crowdfunding, l'azienda sta costruendo la versione definitiva della macchina (40 metri di lunghezza per 15 tonnellate di peso) che nei suoi 15 anni di servizio può ridurre la quantità di emissioni di gas serra fino a 1.000 tonnellate, pari a 2.500 barili di petrolio.