Euroburocrazia: il professore tedesco che lotta contro l'Europa

di 14.08.2012 7:01 CEST
scultura dedicata all'euro a Francoforte
scultura dedicata all'euro a Francoforte reuters

BERLINO - Il lento e macchinoso lato burocratico dell'economia politica europea rischia di cadere nel più imbarazzante degli errori. Stiamo parlando dell'ormai trita vicenda che riguarda i giudici custituzionali tedeschi e la loro sentenza, fissata per il 12 Settembre, in materia di scudo anti-spread. Se l'attesa fino ai primi di Settembre era sembrata ridicola ora c'è il concreto rischio di dover attendere addirittura la fine del 2012. La parossistica perdita di tempo potrebbe avere un nome ed un cognome: Markus Kerber. Professore di diritto alla Technische Universität di Berlino, il Sig. Kerber è un fervido euroscettico già noto alla stampa per i tentativi ostruzionistici nell'ambito del salvataggio della Grecia.

Il piano studiato da Kerber è tanto lineare quanto pericoloso (per l'Europa): in data 3 Agosto un altro deputato irlandese anti-euro, tale Thomas Pringle, ha presentato un ricorso alla Corte europea di giustizia nel quale chiedeva di verificare la compatibilità tra il fondo ESM ed i trattati europei. Per il verdetto servirebbero circa quattro mesi e la tesi di Kerber poggia proprio su tale base: partendo dal fatto che il tribunale di Lussemburgo di cui sopra è un'istanza superiore alla stessa Corte Costituzionale tedesca quest'ultima dovrebbe attendere l'altro verdetto prima di emettere il proprio, per ora fissato al 12 Settembre. Il professore tedesco dichiara con un certo sarcasmo: "La data del 12 Settembre mi sembra obsoleta. Il ricorso irlandese è stato depositato a Lussemburgo il 3 Agosto e serviranno almeno quattro mesi per una decisione (...) Alla fine, la Corte di Karlsruhe mi dovrà ringraziare: rischiava di autorizzare un testo che poteva poi essere invalidato in Lussemburgo".

La tracotante sicumera del professore trabocca dalle sue dichiarazioni: il meccanismo tanto voluto dai leader europei e dallo stesso Mario Draghi rischia di incappare in lungaggini burocratiche che mai aiutano la buona riuscita di un piano. Se non è scontato che la Corte tedesca accetti il ricorso di Kerber appare, però, sempre più palese come il tempo stia diventando la vera chiave di volta della faccenda: "Ché perder tempo a chi più sa più spiace". 

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