F1, "Alba Rossa" a Melbourne: la Ferrari è davvero risorta? Analisi della vittoria del Cavallino in Australia

di @ioriomarco m.iorio@ibtimes.com 29.03.2017 9:18 CEST
Sebastian Vettel vincitore del GP di Australia 2017
Sebastian Vettel vincitore del GP di Australia 2017 REUTERS/Mark Horsburgh

Un anno e mezzo dopo la Ferrari torna sul gradino più alto del podio e lo fa con Vettel nel primo GP della stagione 2017 in Australia. La vittoria del tedesco sulla sua "Gina" arriva proprio dopo la stagione peggiore della storia moderna della Rossa di Maranello, dopo quel 2016 fatto di delusioni, ritiri, rabbia e soprattutto con quel pesantissimo zero nelle caselle "vittorie" e "pole position".

Dalle sconfitte si costruiscono le basi del successo, come solo i grandi sanno fare, anche la Ferrari ha imparato la lezione dalla durissima stagione passata, in cui sono state messe in discussioni tutte le certezze di un team leggendario che è riuscito con l'impegno e la programmazione a rompere il maleficio che sembrava aver colpito la scuderia italiana. 

Il Cavallino si è dunque liberato dalle sue catene e nelle praterie australiane ed è tornato Rampate, tenuto per le briglie dalle sapienti mani del Quattro volte campione del Mondo, Sebastian Vettel, che ha saputo tenere a bada delusione ed euforia, per trasformarsi nel più patriottico dei tifosi italiani sotto la bandiera a scacchi, gridando quel bellissimo: "È la vittoria di tutti noi". Parole semplici ma non banali perché alla base di questo successo c'è la forza di un gruppo che ha saputo cementificarsi nelle difficoltà, resistendo alle critiche e alle sconfitte che avrebbero sgretolato un titano ma non un mito come la Ferrari!

Vettel sul gradino più alto del podio in Australia davanti ad Hamilton e Bottas Vettel sul gradino più alto del podio in Australia davanti ad Hamilton e Bottas  REUTERS/Brandon Malone

NUOVO CICLO FERRARI? Dopo mesi di silenzi e scaramanzia aziendale, in casa Ferrari si torna a parlare di successo ma alcune parole restano tabù e noi lo rispetteremo. È presto, come precedentemente detto, per fare qualsivoglia analisi ma è innegabile che intorno alla scuderia di Maranello si respira un aria diversa, fatta di fiducia ed entusiasmo che ripagano la scelta coraggiosa di prendere decisioni innovative in sede di progettazione della monoposto e che ora sembrano ripagare gli ingegneri della Rossa. La stagione è lunga ma quest'anno vettura e piloti ci sono, tutti convinti e motivati nel perseguire quel must diventato una questione esistenziale in casa Ferrari: vincere!

Per farlo bisognerà confrontarsi gara dopo gara con la forza della Mercedes e la capacità di evolversi in corso d'opera della Red Bull. Iniziare bene è senz'altro positivo e rifornisce di entusiasmo tutto il team in vista di una lunga stagione nella quale bisognerà mantenere alta l'attenzione e la stessa fame di successi per tornare nuovamente a primeggiare su tutti.

Lewis Hamilton al box Mercedes durante il GP di Melbourne 2017 Lewis Hamilton al box Mercedes durante il GP di Melbourne 2017  REUTERS/Brandon Malone F1 PIÙ EQUILIBRATA? Dopo una sola gara è presto per fare analisi definite e soprattutto complete ma con un Rosberg comodamente seduto sul divano di casa e non in una monoposto qualcosa sembra esser cambiato negli equilibri del Circus. Ne guadagna sicuramente lo spettacolo e la voglia di novità dei tifosi che da anni attendevano un alternanza nei primi posti della Formula 1. Hamilton e Bottas sembrano una coppia diversa, meno in competizione, probabilmente perché il finlandese non rappresenta una minaccia concreta per il campionissimo inglese ma la monoposto è senz'altro competitiva come o più degli anni passati. A Melbourne un errore (più unico che raro) del muretto ha probabilmente compromesso la gara di Hamilton, scegliendo male la sosta ai box per il cambio gomme, spalancando così la porta alla vittoria di Vettel. Istantanea dell'errore  senz'altro la rabbia non controllata di Wolf che ha scagliato due pugni sui monitor del box delle Frecce d'Argento quando ha compreso l'errore fatto.

Nonostante tutto la scuderia inglese ha completato il podio con i suoi due piloti che hanno dimostrato di essere comunque in grado di mettere un distacco siderale con le inseguitrici (Raikkonen è arrivato a traguardo con oltre 10'' di ritardo). Fuori dal podio l'altro ferrarista e il giovane Verstappen, mentre l'eroe di casa Ricciardo è stato costretto al ritiro. Segue poi Felipe Massa, l'ultimo pilota a non essere stato doppiato (+83.386 s da Vettel). Dietro il brasiliano distacchi abissali che rendono nitida la frattura tra i top team e il resto delle scuderie in gara nel Mondiale, in un ottica di una stagione che difficilmente sarà aperta alla lotta se non tra Mercedes, Ferrari e Red Bull. Grande assente la McLaren-Honda che non è andata oltre l'ultimo posto di Vandroome e il ritiro di un Alonso sempre più incupito.