F1, analisi del successo di Nico Rosberg: l'antidivo che ha battuto Hamilton [VIDEO]

Nico Rosberg festeggia il titolo Mondiale con i meccanici del suo team Mercedes
Nico Rosberg festeggia il titolo Mondiale con i meccanici del suo team Mercedes REUTERS/Hamad I Mohammed

Il 2016 è l'anno che incorona Nico Rosberg Campione del Mondo di Formula 1, 34 anni dopo il successo mondiale del papà Keke. Dopo due anni si interrompe il dominio di Lewis Hamilton ma lo scettro resta in casa Mercedes, cambiando solo il lato del box e andando in quello del pilota tedesco, segno che la supremazia della casa tedesca è davvero totale in queste tre stagioni. 

È stato l'anno del "Normal one", il successo del pilota equilibrato, calcolatore, stratega e costante. L'anno di Nico Rosberg, esatto opposto di Lewis Hamilton, fenomeno totale dentro e fuori la pista. Un pilota fatto di eccessi, un pilota velocissimo e vincente: ha conquistato 10 GP in questa stagione (un record) ne ha vinto un 1 in più del compagno di squadra ma non è bastato per confermarsi per il terzo anno consecutivo Campione del Mondo. Il pilota tedesco ha messo da parte più punti, ben 385 rispetto ai 380 dell'inglese, 5 punti in più che gli valgono il primo titolo iridato in Formula 1. 

Rosberg meno veloce ma più costante rispetto ad Hamilton, questa la differenza tra i due piloti in questa stagione. Il tedesco ha vinto quanto poteva, ha gestito il risultato quando doveva, come ad Abu Dhabi, senza eccessi, senza correre rischi inutili. Tra i due piltoti sono stati determinanti anche i ritiri, con il tedesco che non non ha visto la bandiera a scacchi solo nella gara in Spagna in cui lo stesso compagno di squadra l0 ha trascinato fuori pista.

È stata sicuramente la calma il fattore in più di Rosberg che è sempre rimasto lucido e sicuro di fare risultato anche in situazioni difficile, diversamente dal nervosismo verso il team dimostrato in più occasioni da parte del pilota inglese. L'ultima gara di Yas Marina può essere la giusta sintesi di questo esempio, con i chiari ordini di scuderia della Mercedes per Hamilton che puntualmente disattendeva, rallentando il ritmo in pista nella speranza che Vettel e Verstappen raggiungessero Rosberg. Il tedesco è rimasto calmo anche se aveva un passo migliore, è rimasto dientro il compagno di squadra senza prendersi rischi, togliendosi dalla lotta con la Red Bull quando dopo il pit stop si è ritrovato il pilota austriaco davanti a lui.  "Perché vai così piano?” Chiedevano dal muretto Mercedes ad Hamilton, era una tattica quella dell'inglese che però è stata infruttuosa, con l'esito del mondiale ormai scontato.

A nulla è servito all'inglese vincere dominando le  ultime 4 gare, le ragioni del successo di Rosberg nascono da lontano: dai tanti errori commessi da Hamilton ad inizio stagione, i problemi meccanici che lo hanno mandato ko in Malesia, in prova in Cina e a Spa, tutte situazioni in cui il compagno di squadra ha saputo farsi trovare pronto, conquistando punti essenziali per la vittoria finale. Alla fine per vincere il mondiale non basta solo il talento e la tecnica e Rosberg è stato il perfetto interprete di questa teoria: a 30 anni ha raggiunto la sua completa maturazione e al volante di una monoposto perfetta non poteva sbagliare questa grande occasione. Chapeau Nico!