Fabio Fognini tra genio e (finalmente poca) follia: può vincere gli Internazionali di Roma?

di 17.05.2017 10:11 CEST
Fabio Fognini, esulta
Fabio Fognini, numero 13 al mondo Reuters

Il match di ieri tra Fabio Fognini e Andy Murray agli Internazionali d’Italia a Roma entrerà a far parte di diritto della - purtroppo ristretta - cerchia di partite “indimenticabili” per gli appassionati di tennis nostrani. Non capita spesso, infatti, di battere il numero 1 delle classifiche mondiali, ma soprattutto raramente succede che quest’ultimo venga letteralmente preso a pallate.

Che la notte fosse propizia si era capito già prima del riscaldamento, quando lo speaker del Centrale, anziché annunciare per ultimo il meglio classificato scozzese, ha deciso di concedere all’azzurro il boato più forte. Si respirava l’atmosfera dei grandi appuntamenti: Roma sapeva che un Fognini in serata avrebbe potuto confezionare l’impresa, e così è stato.

Non ci perderemo nel descrivere ciò che è successo in campo: troppo palese la superiorità di Fogna per disquisire di dettagli tecnici o di analisi tattiche. La domanda di moda oggi, nei circoli di tutta Italia, è la seguente: può Fognini, dopo una prestazione simile, accontentarsi di superare un altro turno e conquistare magari un quarto di finale? La risposta è no, non può. Perché per tennis espresso e ritrovata stabilità mentale, il tennista di Arma di Taggia è pronto a spiccare il volo alla soglia dei 30 anni. Perché un’occasione simile, potrebbe non ripresentarsi mai più.

L’aiuto di Flavia

Come tutti i giocatori di talento, anche in Fognini hanno sempre convissuto un mix di genio e follia. Troppo spesso, però, era quest’ultima componente ad avere la meglio: quando c’era da discutere con un arbitro, Fabio perdeva la brocca; quando una smorzata dell’avversario toccava il nastro e poi finiva nel suo campo, Fogna si lamentava col cielo; quando il pubblico nemico iniziava a beccarlo, proprio non riusciva a non rispondere. Atteggiamenti che non facevano altro che contribuire ad alimentare un clima di negatività che neanche con la mano delicata di Fognini era possibile scrollarsi di dosso. Comportamenti, però, che Fabio sta cercando di eliminare: capiterà prossimamente di vedergli lanciare una racchetta - non ci illudiamo - ma che qualcosa sia cambiato è evidente. E non si può fare a meno di pensare che il miglioramento “caratteriale” di Fabio sia anche da attribuire alla vicinanza di Flavia Pennetta. La stabilità nella loro relazione, coronata dal recente matrimonio, potrebbe aver dato a Fognini quella tranquillità che mancando nella vita privata era solita tradursi in insicurezza in campo. La dolce attesa della moglie, infine, altro non è che uno stimolo ulteriore per completare il percorso di maturazione come uomo. Fognini, per farla breve, potrebbe trovarsi a pensare: “Sto per diventare papà, il tempo dei capricci (per me) è finito”.

Vincere a Roma

E non può essere catalogato come un capriccio, e neanche come un’utopia, il puntare a vincere gli Internazionali di Roma. Il tennis - è vero - è lo sport del Diavolo: ieri fai il bello e il cattivo tempo con Murray, domani puoi non centrare una palla. Ma mai come in questo torneo Fognini è stato nelle condizioni di puntare al successo che il suo talento merita. Lo suggerisce ad esempio il tabellone: tutti i big - fatto fuori Murray- sono nella parte bassa, quella non occupata da Fabio. Vuol dire che i vari Djokovic, Nadal, Nishikori e Del Potro si faranno fuori l’un l’altro: Fogna dovrà pensare “solo” ad arrivare in finale, e poi incontrerà “solo” uno di questi.

Del resto la strada verso l’ultimo atto del torneo non sembra così impervia: se i pronostici saranno confermati, l’azzurro incontrerà in ottavi Alexander Zverev, un prospetto fenomenale, ma non ancora irresistibile. Ai quarti potrebbe arrivare uno tra Berdych e Raonic e, chiunque vinca tra i due, Fognini sulla terra rossa inizierebbe il match da favorito. In semifinale potrebbe arrivare lo scoglio più duro: con Wawrinka e Goffin che, al pari di Fognini, hanno dimostrato di poter battere chiunque, ma di certo in quanto a stato di forma sembrano attualmente ad un livello inferiore dell’italiano.

Poi, tra la storica vittoria al Foro Italico e Fabio ci sarebbe soltanto una partita. Facile che dall’altra parte della rete possa esserci Nadal, il numero 1 della storia sulla terra battuta. Anche nell’ultimo confronto a Madrid, però, Fognini ha dimostrato non solo di poter tenere testa allo spagnolo, ma pure di poterlo a tratti dominare. Spetterebbe al pubblico del Foro Italico dargli la spinta in più, come fatto ieri in una serata romana che resterà impressa nella memoria di chi c’era e di chi si è goduto lo spettacolo da casa. A quel punto, visto che una vittoria tira l’altra, Fogna potrebbe dare un’occhiata al calendario e accorgersi che dopo Roma c’è Parigi, e pensare che con questo genio e (finalmente poca) follia nessuna impresa gli è davvero preclusa.