Facebook F8: in futuro scriveremo con la mente e "ascolteremo" con la pelle

Facebook F8
Regina Dugan, a capo del gruppo Building 8, durante la seconda giornata del F8 2017 REUTERS/Stephen Lam

Ascolteremo con la pelle e scriveremo con la mente. I due progetti a cui Facebook sta lavorando, attraverso il suo gruppo Building 8 guidato dall'ex-Google ed ex-Darpa Regina Dugan, sono stati presentati ieri, 19 aprile, durante la seconda giornata dell'evento per sviluppatori F8. Iniziative futuristiche e tutt'altro che mirate al breve termine, ma che rappresentano due importanti risultati intermedi nel programma decennale dell'azienda per rivoluzionare il modo in cui conversiamo e ci connettiamo con le altre persone.

PARLARE ATTRAVERSO LA MENTE

La possibilità di comunicare tramite i pensieri è sicuramente qualcosa di affascinante. Ma anche di pericoloso per la privacy: cosa succederà quando il più grande social network al mondo, che genera gran parte del suo fatturato tramite le pubblicità, potrà interagire con la nostra mente?

Nel corso della seconda conferenza, Dugan ha spiegato che il modo attraverso cui Facebook intende raggiungere questo fantascientifico traguardo è l'uso di un dispositivo indossabile che possa, essenzialmente, fungere tra tramite tra il pensiero e la sua attuazione pratica, facendo leva sullo "speech center".

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"In particolare, abbiamo l’obiettivo di creare un sistema di silent speech in grado di digitare 100 parole al minuto direttamente dal proprio cervello – cioè 5 volte più veloce di quanto si possa digitare da uno smartphone" ha spiegato Dugan. "Ma non si tratta di decodificare pensieri casuali. Pensatela così: prendete molte foto e decidete di condividere solo alcune di quelle. Allo stesso modo, si hanno molti pensieri e si decide di condividere solo alcuni di quelli. Si tratta di decodificare quelle parole che hai già deciso di condividere inviandole allo ‘speech center’ del tuo cervello".

"Stiamo lavorando a un sistema che vi permette di digitare direttamente attraverso il vostro cervello fino a 5 volte in più rispetto a come potere fare oggi su uno smartphone" ha fatto eco Mark Zuckerberg, co-fondatore di Facebook e amministratore delegato. "L'obiettivo è di trasformare ciò in tecnologia indossabile che possa essere prodotta su scala. Anche un semplice 'interruttore del cervello' sì/no aiuterebbe a rendere cose come la realtà aumentata molto più naturali".

Dugan fa riferimento ai "prossimi due anni" come primo step verso un prodotto commercializzabile, ma probabilmente ce ne vorranno molti di più prima di arrivare al prodotto su larga scala a cui ha fatto riferimento. Oltre che agevolare la velocità di scrittura, una simile tecnologia potrebbe essere incredibilmente utile nei pazienti che, a causa di un incidente o di una malattia, sono disabili o menomati: poter scrivere attraverso la mente darebbe loro una forte libertà di espressione. 

Già oggi, molti ricercatori sfruttano nuovi metodi di connessione cervello-computer al fine di aiutare i disabili. Tre anni fa, ai mondiali di calcio in Brasile, fu un paraplegico a dare il via ufficiale alla competizione sportiva con un simbolico calcio al pallone: usò un esoscheletro robotico controllato tramite la mente. È stato realizzato da un equipe di oltre 150 persone guidate dal dottor Miguel Nicolelis della Duke University. L'iniziativa è stata parte del Walk Again Project, che coinvolge anche altre università e istituti in tutto il mondo. Senza dimenticare il progetto Neuralink di Elon Musk, che mira a fondere la mente con un computer.

Allo scopo di portare le persone in altri luoghi senza che debbano minimamente spostarsi, si possono considerare le due nuove videocamere Surround 360 - x24 e la più piccola x6 - che "consentono alle persone di produrre incredibili video di alta qualità per la realtà virtuale". L'arma in più del nuovo design è la possibilità, per l'utente che guarda i video, di spostarsi all'interno della scena e sperimentare i contenuti da diverse angolazioni

Facebook Surround 360 x24 e x6, le due videocamere Surround 360 di Facebook  FACEBOOK

ASCOLTARE CON LA PELLE

E se scrivere attraverso il cervello non vi sembra abbastanza futuristico, il secondo progetto che Building 8 ha svelato riguarda assorbire il linguaggio tramite vibrazioni sulla pelle. La stessa Dugan ha spiegato: "Abbiamo anche descritto un sistema che possa un giorno permettere di ascoltare tramite la pelle. Abbiamo due metri quadrati di pelle in tutto il corpo, ricca di sensori e collegati al cervello. Nel diciannovesimo secolo, Braille ci ha insegnato che possiamo interpretare piccoli segni su una superficie come un linguaggio. Da allora sono emerse molte tecniche che mostrano la capacità del cervello di ricostruire il linguaggio dai componenti".

Il futuro delle conversazioni, insomma, passa attraverso una maggiore interazione fra l'uomo e la macchina facendo leva sulle potenzialità del nostro corpo. Facebook ha presentato due progetti grandemente affascinanti e che pescano a piene mani dall'immaginario collettivo riguardo a cosa la tecnologia, nel futuro, ci permetterà di fare. Si tratta anche di sfide sociali non indifferenti e che dovremo dimostrare di saper affrontare come individui e come società: saremo pronti a non farci sommergere dalla tecnologia? La risposta è già ora un intrigante argomento di discussione e continuerà a esserlo nei prossimi anni.

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