Facebook presenterà diversi prodotti hardware all’F8 2017: non solo realtà virtuale

di @PatosNokia m.serra@ibtimes.com 20.03.2017 17:02 CET
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Facebook: aumentano le richieste governative di informazioni sugli utenti Spencer E Holtaway (CC BY-ND 2.0)

Mark Zuckerberg è pronto a svelare al Facebook F8, l'evento annuale dove vengono mostrate agli sviluppatori tutte le novità del social network, i primi risultati concreti raggiunti dal Building 8. Si tratta di un team di ricerca e sviluppo "segreto" ideato da Facebook per partorire i progetti del futuro. La base di Building 8 è quella di evolvere un’idea in un progetto più o meno concreto nell’arco di due anni. Se non ci si riesce, il progetto viene annullato e l’attenzione spostata altrove.

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Questi prodotti innovativi verranno probabilmente mostrati a San Francisco il 18 e il 19 aprile e a presentarli non ci sarà solo il CEO del gruppo ma anche Regina Dugan, ex-Google ed ex-DARPA (Defense Advance Research Projects Agency). Nello specifico, sarebbero 4 i progetti del Building 8 pronti a diventare realtà con un vero e proprio esordio sul mercato sia per quanto riguarda l'utenza consumer che per quella business grazie ad accordi con partner esterni come dimostrano alcuni annunci di lavoro comparsi sul portale ufficiale di Facebook che fanno riferimento proprio a questa divisione "segreta".

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Ma la concorrenza, per quanto si possa trattare di prodotti innovativi, è agguerrita. Se Facebook, infatti, vuole puntare non solo ad un'infrastruttura sociale ma a voler diventare una vera e propria azienda con prodotti hardware da vendere, Google ha già concretizzato questa evoluzione. Il colosso del motore di ricerca ha presentato nel 2016 una serie di dispositivi connessi che vanno da Google Home, l'assistente da salotto con Google Assistant, ai nuovi Pixel che sono realizzati con HTC ma il logo di quest'ultimo non compare. Ma ci sono anche Google WiFy, DayDream e Chromecast Ulta.

O ancora Amazon che da e-commerce e piattaforma di servizi digitali ha già presentato Amazon Echo, anche in questo caso un assistente da salotto. È evidente, dunque, che a fare la differenza tra un brand e l'altro sarà la qualità dei prodotti, l'innovazione che ognuno di questi porterà sul mercato e all'interno delle case gli utenti, ma anche il loro e prezzo e la disponibilità a livello mondiale. Ecco cosa aspettarsi al Facebook F8 2017:

"LEGGERE" IL CERVELLO. Non è chiaro a cosa possa servire uno scanner simile ma a supervisionare il progetto c'è un ex neuroscienziato dell'università John Hopkins. Lo stesso che ha contribuito a sviluppare la protesi di un braccio controllato dalla mente. È per questo che i riferimenti vanno a quanto dichiarato da Mark Zuckerberg nel 2015 durante una sessione di domande e risposte sul social: "un giorno potremo inviare pensieri completi uno all’altro usando la tecnologia. Penserete a qualcosa e i vostri amici lo riceveranno automaticamente se lo vorrete".

REALTÀ VIRTUALE. Il secondo progetto non può che riguardare la realtà virtuale e la realtà aumentata che tanto piacciono a Facebook per la creazione di un dispositivo che non sarà un semplice visore. Il report, infatti, fa riferimento al supporto di videocamere esterne che non è ancora chiaro come verranno impiegate. In ogni caso, la realtà virtuale è una tecnologia che può rivoluzionare l'esperienza di utilizzo dei social network. Pensate ad esempio alle emozioni di interagire con amici e parenti lontani come se si fosse nella stessa stanza.

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DRONE. In passato Facebook ha già sperimentato un suo drone: si tratta di Aquila, il quadricottero che nasce per portare internet dovunque tramite un laser "sparato" verso terra. A questo però si aggiungerebbe un secondo modello o almeno è quello che suggerisce la presenza Frank Dellaert, un esperto di robotica e computer vision. Prima di entrare in Facebook la scorsa estate Dellaert era a capo di Skydio, una piccola startup a lavoro su un drone che è in grado di sorvolare grandi aeree autonomamente e di rintracciare eventuali persone. 

DISPOSITIVO MEDICO. Il quarto progetto sarebbe un dispositivo medico il cui sviluppo è stato supervisionato da un medico precedentemente impiegato all'università di Stanford. Anche in questo caso però non si conoscono i possibili utilizzi e le particolari funzioni mediche che dovrebbe offrire, almeno non ancora.

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