Fiat Chrysler all'angolo: dopo l'Europa anche l'America minaccia l'azione legale per le emissioni

FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate
FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate REUTERS/Brendan McDermid

Fiat Chrysler è all'angolo. Ieri abbiamo parlato della notizia dell'avvio da parte della Commissione Europea di un'azione legale contro l'Italia per non aver risposto alle accuse mosse verso Fiat Chrysler rea di aver truffato i test sulle emissioni. Ora ci si mette anche l'America. Eh sì, perché il Dipartimento di Giustizia americano sta avviando le procedure per citare in giudizio Fiat Chrysler qualora l'azienda italo-americana non dovesse riuscire a risolvere le divergenze sulle presunte violazioni ambientali provocate dai veicoli con motorizzazione diesel. La notizia è riportata da AutoNews che cita due persone informate sui fatti.

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I negoziati sono ancora in corso e le parti, potenzialmente, possono ancora trovare un accordo ed evitare il prolungamento del contenzioso. Secondo il Dipartimento di Giustizia americano FCA non è riuscita a spiegare il motivo della presenza dei dispositivi di spegnimento.

Dodge RAM 1500 Dodge RAM 1500  REUTERS/Rebecca Cook

L'indagine dell'EPA

La controversia americana contro FCA è un "richiamo" dell'indagine EPA, l'US Environmental Protection AgencyL'EPA lo scorso gennaio, durante una conferenza con i giornalisti, rivelò che una loro indagine ha evidenziato che i veicoli diesel con propulsore V6 appartenenti ai brand Jeep e Ram realizzati tra il 2014 e il 2016 presentano almeno otto dispositivi che controllano le emissioni, device che non sono stati resi noti all'Agenzia. Secondo l'EPA il software consente emissioni più alte degli standard specie per quanto concerne gli NOx. L'EPA sostiene che questi sistemi installati da Fiat Chrysler riducono l'efficacia dei controlli delle emissioni in determinate circostanze, quando ad esempio la vettura viene condotta ad alta velocità.

Secondo l'indagine le vetture FCA che violano il Clear Air Act, ossia le norme sulle emissioni, sono 104.000: le Jeep Grand Cherokee, prodotte dal 2014 al 2016, ed i pick-up Dodge Ram 1500, vetture equipaggiate con propulsore diesel da 3 litri.

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I "defeat device" di FCA

L'indagine dell'EPA ha evidenziato una sorta di "defeat device", anche se tecnicamente non è proprio così. L'agenzia americana parla infatti di Auxiliary Emission Control Devices (AECD) ossia un dispositivo capace di rilevare temperatura, la velocità del veicolo, il regime del motore, la marcia innestata, o qualsiasi altro parametro al fine di attivare, modulare, ritardare o disattivare il funzionamento di una qualsiasi parte del sistema di controllo delle emissioni.

Jeep Jeep  REUTERS/David Mdzinarishvili

L'EPA sostiene che Fiat Chrysler avrebbe omesso di comunicare i seguenti otto AECD che in determinate condizioni di utilizzo del veicolo sono in grado di manomettere il ricircolo dei gas di scarico, EGR, e la riduzione catalitica selettiva, SCR:

  • AECD #1 Full EGR shut-off at highway speed
  • AECD #2 Reduced EGR with increasing vehicle speed
  • AECD #3 EGR shut-off for exhaust valve cleaning
  • AECD #4 DEF dosing disablement during SCR adaptation
  • AECD #5 EGR reduction due to modeled engine temperature
  • AECD #6 SCR catalyst warm-up disablement
  • AECD #7 Alternative SCR dosing modes
  • AECD #8 Use of load governor to delay ammonia refill SCR catalyst

sistemi EGR nei veicoli incriminati hanno la scopo di mettere in ricircolo una parte dei gas di scarico prodotti dal motore per inviarli nuovamente al collettore d’aspirazione, oltre che per ridurre le temperature di combustione e le emissioni di NOx. Il sistema SCR aggiunge invece urea nello scarico per convertire NOx in azoto e acqua.

Le regolazioni software di questi due dispositivi -SCR+EGR- possono avere un grosso impatto sulle emissioni allo scarico e l'EPA è convinta che Fiat Chrysler abbia illegalmente giostrato con il software che controlla questi device

La stessa agenzia americana ha rivelato dei timer per lo spegnimento sia dell'EGR che dell'SCR che non risultano giustificati per proteggere il veicolo.

Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017 Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017  REUTERS/Rebecca Cook

Lo scenario

Fiat Chrysler non rivelando la presenza degli AECD ha commesso una violazione delle regole dei test sulle emissioni di EPA e CARB - California Air Resources Board-. Ricordiamo che per ottenere la conformità, e quindi il permesso di vendere il veicolo, i produttori non possono utilizzare dispositivi che rilevano i parametri di funzionamento del veicolo o le condizioni di utilizzo -velocità del veicolo, temperatura dell'ambiente- e in risposta alterano il funzionamento del sistema di controllo delle emissioni. 

Attualmente Fiat Chrysler sta cercando di ottenere dall'EPA la conformità per la versione 2017 della Jeep Grand Cherokee e della Ram 1500. Certificazione di conformità che non è stata ancora concessa. Secondo l'EPA la multa per FCA potrebbe ammontare a 44.539 dollari per veicolo e, considerando che sono coinvolti 104mila auto, l'importo totale da pagare ammonterebbe a 4,63 miliardi di dollari. Una bella stangata.

L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat  REUTERS/Mal Langsdon

Un giudice federale della California ha fissato al 24 maggio l'udienza per una serie di cause intentate dai proprietari di veicoli contro FCA. Nel caso della mancanza di un accordo anche il dipartimento di Giustizia americano potrebbe procedere con la sua causa.

Dal canto suo FCA ha sempre affermato di essere innocente sostenendo che una possibile causa del Dipartimento di Giustizia americano sarebbe controproducente rispetto agli attuali colloqui in corso con l'EPA con il California Air Resources.

Marchionne: "Forse abbiamo commesso degli errori"

Marchionne, CEO di FCA, affrontando la questione delle emissioni lo scorso mese ha dichirato: "Forse abbiamo commesso degli errori di divulgazione del software dei motori diesel ma Fiat Chrysler ha sempre rispettato le regole". Lo stesso Marchionne non ha mai nascosto la volontà di risolvere la questione con una possibile sanatoria da parte dell'amministrazione Trump

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