Fiat Chrysler: il no di Marchionne alle fusioni è mera strategia

Marchionne
Sergio Marchionne, amministratore delegato FCA REUTERS/GIORGIO PEROTTINO

Fiat Chrysler è sempre alle prese con un futuro incerto. Come abbiamo più volte affermato, FCA per ripianare le casse e quindi l'indebitamento industriale che è il maggiore tra tutte le case automobilistiche ha sostanzialmente due opzioni: vendere qualche pezzo pregiato del Gruppo -chi ha detto Magneti Marelli?- o cercare partnership industriali per condividere i costi di produzione.

Entrambe le ipotesi sembrano però al momento surgelate da parte dell'Amministratore Delegato Sergio Marchionne il quale venerdì scorso durante la conferenza con gli azionisti ha affermato che il gruppo non è in grado di cercare parnership e quindi si concentrerà sullo sviluppo del proprio business plan.

E anche la Francia punta il dito contro Fiat Chrysler

Rispondendo alle domande degli azionisti l'amministratore delegato ha dichiarato che non sono in corso trattative per una fusione con Volkswagen, ipotesi, quest'ultima che era trapelata nel mese di marzo. Di seguito le dichiarazioni riportate da Autonews:

"Sulla questione Volkswagen, attualmente non ci sono discussioni in corso ha detto Marchionne. "Ho un grande rispetto per Volkswagen e penso che non siamo in grado di discutere qualsiasi ipotesi di alleanza, l'obiettivo primario è l'esecuzione del business plan". 

Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017 Marchionne al Salone dell'Auto di Ginevra 2017  REUTERS/Rebecca Cook

Marchionne è sempre stato un grosso fautore del consolidamento industriale e, ora, prendendo in analisi queste parole, pare proprio che l'A.D. del Gruppo itano-americano ci abbia ripensato. Oppure la sua è una tattica? Beh, Marchionne ha promesso che al momento della sua uscita da Fiat Chrysler, nel 2019, il Gruppo sarà privo di debiti. Quindi, prima della sua dipartita, qualche decisione dovrà essere presa.

Marchionne vuole "sistemare" FCA per proporla al miglior offerente?

I mesi a disposizione di Marchionne per ripianare le casse di FCA non poi molti. Di sicuro l'A.D. FCA avrà il suo ben da fare. L'ipotesi Volkswagen era suggestiva, ed era stata paventata dallo stesso A.D. italo-canadese; i tedeschi, dopo un iniziale rifiuto, hanno poi mostrato dei timidi segni di apertura. 

Stando a quanto dichiarato da Marchionne la priorità del Gruppo italo-americano è quella di portare a termine gli obiettivi previsti dal piano industriale 2018 i quali, una volta raggiunti, metteranno il Gruppo in una posizione di vantaggio in proiezione di un'eventuale partership.

FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate FCA: il titolo in borsa risente delle voci sul Dieselgate  REUTERS/Brendan McDermid

E anche Elkann è (stranamente) d'accordo con Marchionne

Anche John Elkann, Presidente di FCA, sembra non essere interessato ad un "accordo di fusione". Queste le sue parole rilasciate in una conferenza stampa dopo l'incontro con gli azionisti FCA.

 "Storicamente, le offerte di fusione sono fatte nei momenti di difficoltà. Le fusioni sono improbabili a meno che qualcosa vada storto. Chrysler e Opel hanno accettato di fondersi perché erano in difficoltà. Noi non vogliamo essere nei guai".

Elkann ha inoltre aggiunto che la priorità per Fiat Chrysler è portare avanti "questo ambizioso business plan", nonostante le circostanze difficili. Il Presidente FCA ha poi precisato la questione relativa alla successione di Marchionne: "Stiamo lavorando con Sergio per identificare una persona proveniente da dentro l'organizzazione".

La strategia di Marchionne

L'obiettivo di Marchionne, oltre ad azzerare l'indebitamento industriale, è quello di raggiungere 9 miliardi di euro di utile operativo. Per azzerare il debito, come abbiamo più volte detto, non ci sono tante strate percorribili: vendere Magneti Marelli, Comau Robotics e altri pezzi pregiati come Alfa Romeo e Maserati. In alternativa, trovare qualche costruttore disposto ad unirsi a Fiat Chrysler.

- Maserati è valutata tra i 3,4 ed i 4,6 miliardi di euro;

- Magneti Marelli è valutata tra i 3 e i 4 miliardi di euro;

- Comau Robotics vale circa 2 miliardi di euro;

- Il debito è di 7 miliardi di dollari.

Marchionne potrebbe però aver scelto di non farsi distrarre dalla faccenda fusioni e di concentrarsi esclusivamente sul business plan 2018 per arrivare poi a proporsi meglio ad un eventuale partner. Siamo certi che nei mesi successivi si tornerà a parlare di fusioni e di cessioni. 

Gli azionisti si aspettano delle novità sul fronte tecnologico che consenta a FCA di colmare il gap con gli altri player sul fronte guida autonoma ed elettrificazione della gamma.