Fini: "Aperti al confronto, ma sui programmi"

di 20.02.2013 17:49 CET
Gianfranco Fini
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Reuters

Il leader di Fli è ospite al forum dell'Ansa. Nel corso del suo intervento sono molti i temi trattati. Possibilista su un dialogo e un confonto con il centro-sinistra sui programmi e sulle riforme: "Se parteciperei a un governo con Bersani? E' una domanda che mi hanno fatto centomila volte: lo farei con Bersani, ma anche con Maroni, bisogna vedere per far cosa. Bisogna vedere in termini programmatici". 

Nelle opzioni in campo c'è anche l'eventualità che il suo partito non superi la soglia di sbarramento alla Camera. Su questo punto Fini rileva che "far politica non vuol dire necessariamente essere presenti in Parlamento. Io sono convinto che non accadrà, ma a chi dice che si ubriacherebbe io replico che credo sia già ubriaco. Vedremo i risultati finali, ma io non mi meraviglierei se alla Camera le tre liste per Monti avessero un consenso più ampio che la lista unica al Senato. Se questo accadesse, la tesi prevalente che questa strategia è stata un errore verrebbe smontata. In ogni caso né io né Casini siamo due sprovveduti, abbiamo messo in conto tutto. E comunque alla proclamazione degli eletti, ci saranno gruppi unici alla Camera e al Senato".

Il leader di Fli esprime il suo pensiero anche sul voto disgiunto che molti prospettano per la Lombardia: "Non vedo come un movimento politico possa auspicare il voto disgiunto. Non solo il cittadino che va a votare lo fa usando la sua testa, ma è anche assurdo pensare che un movimento politico possa auspicare un voto disgiunto perché smentisce la scelta fatta nel momento in cui fa la sua proposta politica".

Sulla corsa al Quirinale Fini sarebbe "felicissimo se Napolitano continuasse nel suo mandato perche' e' diventato in questi anni guida morale degli italiani. Ma poiche' lui stesso ha detto di non essere disponibile, confermo che darebbe credibilita' al sistema politico italiano che fosse eletta la prima donna presidente della Repubblica. Ovviamente senza fare nomi".

Il Presidente della Camera ritorna anche sul caso di questi giorni, la lettera di Berlusconi agli italiani sulla restituzione dell'Imu: "Lui pensa che gli italiani siano degli allocchi, talmente creduloni da abboccare a quest'amo. Tecnicamente si potrebbe abolire l'Imu, ma 8 miliardi è un costo che al momento non ci possiamo permettere, a meno che la copertura non sia solo fittizia, ma allora si creerebbe un disavanzo".

In Italia, secondo Fini, serve una legge che riconosca i diritti e i doveri delle coppie di fatto. Fini rileva che "con Monti e Casini abbiamo deciso di non far riferimento a temi etici sensibili nella nostra agenda, considerandoli più adatti all'agenda del Parlamento. Ciò detto, é mia personale opinione, non so quanto condivisa dai miei alleati, o anche da altri esponenti di Fli, che nella prossima legislatura il Parlamento debba varare una legge per il riconoscimento dei diritti e dei doveri delle coppie di fatto per coloro che convivono stabilmente a prescindere dal fatto che siano coppie eterosessuali o omosessuali". 

Guardandosi indietro il leader di Fli non si dice penito del suo percorso politico con la svolta di An e la rottura con Belusconi. Un "errore" però lo scioglimento del suo partito dentro il Pdl.

Commenti