In Finlandia nascerà un centro di ricerca contro cyberattacchi e fake news

di 12.04.2017 11:24 CEST
hacker
Una persona digita su una tastiera © User:Colin / Wikimedia Commons / CC BY-SA 4.0

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri paesi appartenenti alla NATO hanno deciso di unirsi per contrastare i cyberattacchi e le fake news per fermare la diffusione di disinformazione e propaganda estremista.

Nove Nazioni (Finlandia, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti) hanno firmato un memorandum per creare un centro speciale a Helsinki per condurre ricerche su come affrontare tali minacce cibernetiche. Circa una dozzina di esperti formeranno la squadra principale che si occuperà di questa materia mentre altre nazioni della NATO e dell'Unione Europea dovrebbero sottoscrivere il memorandum nel prossimo futuro.

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L'ultimo sforzo per contrastare le cosiddette “minacce ibride” arrivano mesi dopo che la Russia era stata accusata di influenzare l'ultima elezione presidenziale statunitense entrando nei server del Partito Democratico. Sebbene la Russia abbia categoricamente negato ogni coinvolgimento negli attacchi, diverse nazioni europee hanno espresso preoccupazioni riguardo possibili manipolazioni informatiche delle loro elezioni.

Congiuntamente alla questione dei cyber attacchi c’è quella relativa alle fake news, che hanno raggiunto il loro picco durante le elezioni presidenziali Usa. La Finlandia, che ospiterà il centro che contrasto era tali minacce, e che condivide un lungo confine con la Russia, ha inoltre accusato il governo guidato da Putin di un blitz propagandistico attraverso le notizie false.

Funzionari europei hanno lanciato l’allarme che Mosca potrebbe avere piani per disturbare le prossime elezioni in Francia e Germania. Ulteriori accuse sono emerse riguardo la possibilità di influenze sul voto nel referendum sulla Brexit, stando ad un report del Public Administration and Constitutional Affairs Committee, che afferma che ci sarebbero stati degli attacchi DDoS contro il principale sito internet collegato al referendum sull'Unione europea nei giorni precedenti quello della votazione.

Secondo il comitato parlamentare del Regno Unito il sito utilizzato per la registrazione degli elettori è andato in crash a causa di un anomalo volume di traffico, collegato forse ad attacchi dalla Russia o dalla Cina, che hanno costretto il governo ad allungare la deadline per effettuare la registrazione al voto del giugno scorso.