Fino a 1400 euro per licenziare una colf

  | 29.01.2013 16:57 CET
Fino a 1400 euro per licenziare la colf
In vigore dal 1 gennaio 2013 il contributo obbligatorio per l'interruzione dei rapporti di lavoro domestico a tempo indeterminato

Dal 1 gennaio 2013 per il licenziamento di una colf è obbligatorio il versamento di un salato importo. La novità consegue all'introduzione dell'Assicurazione Sociale per l'Impiego (ASPI) a tutela di chi perde il lavoro.

L'importo da versare corrisponde a 483,80 euro per ogni 12 mesi di anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro, con il limite di tre annualità.

In caso di interruzione di un rapporto di lavoro durato tre anni, sarà obbligatorio corrispondere un importo pari a 1.451,40 euro.

Ai fini del calcolo sono considerati i mesi lavorativi, indipendentemente dalle ore svolte.

Il contributo è obbligatorio in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato successiva al 1 gennaio 2013, ad eccezioni di quelli dovuti a dimissioni o risoluzione consensuale.

Vi rientrano, quindi, anche i licenziamenti per giusta causa o per giustificato motivo.

Sebbene il contributo sia già in vigore, non sono ancora chiare le modalità di adempimento: lo stesso INPS lo ha precisato nella circolare 140 del 2012.

Sono già state sollevate, però, polemiche

L'Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico (Assindatcolf) considera la normativa "una limitazione alla libertà del datore di lavoro domestico di risolvere il rapporto in qualsiasi momento ed un onere economico eccessivo", per queste ragioni, ha aggiunto, "ci attiveremo presso le competenti sedi al fine di richiedere per il lavoro domestico l'eliminazione del contributo di licenziamento, o quanto meno la sua correzione".

 

 

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