Fiscal Cliff: capitolo chiuso, per ora

di 02.01.2013 7:53 CET
Usa - Camera dei Rappresentanti
Repertorio: U.S. President Barack Obama receives a standing ovation as he addresses a Joint Session of Congress inside the chamber of the House of Representatives on Capitol Hill in Washington September 8, 2011. Reuters/Larry Downing

WASHINGTON - Come previsto, i politici statunitensi sono alla fine giunti ad un compromesso sull'ormai trita vicenda legata al precipizio fiscale.

La responsabilità di farsi carico di una nuova spirale recessiva per l'economia a stelle e strisce era troppo grande anche per gli integralisti più convinti. Allo scadere del tempo, le parti hanno dovuto fare, obtorto collo, un necessario passo indietro circa le loro aspettative. Il muro contro muro aveva fatto il proprio tempo, ormai era giunto il momento di negoziare ma con l'intento del trovare l'accordo, non con quello di continuare ad ostentare le proprie prese di posizione, come precedentemente fatto.

Dopo il via libera del Senato, quindi, anche la Camera dei Rappresentanti ha approvato il nuovo accordo per evitare il Fiscal Cliff. La legge comporterà l'aumento delle tasse per gli individui che guadagnano oltre 400mila dollari l'anno e per le coppie che ne incassano oltre $450mila.

Il sì alla Camera giunge con 257 voti favorevoli e 167 contrari: solido blocco del fronte del "no" è stato quello degli 85 repubblicani pronti a tutto pur di veder scattare tagli alla spesa per 330 miliardi di dollari. I voti necessari all'approvazione, nonostante tutto, erano 217. I tagli alla spesa pubblica, per ora, sono stati rimandati di due mesi.

Proprio quest'ultimi saranno il nuovo nodo gordiano da risolvere: la soluzione "alessandrina" proposta dagli 85 repubblicani, un taglio netto e istantaneo, non porterebbe alcun beneficio ma solamente nuovi problemi. Resta, nonostante tutto, il problema di fondo del dover abbassare la spesa complessiva. Due mesi di tempo sono poca cosa senza una vera intesa bipartisan su un piano di tagli graduale. Serve una maggiore collaborazione e lo stesso Obama focalizza l'attenzione fin da ora.

L'intesa raggiunta, spiega Barack Obama,  "è importante ma è solo il primo passo: occorre un approccio bilanciato per ridurre il deficit. Democratici e repubblicani possono lavorare insieme (...) Firmerò un legge che aumenta le tasse sui più ricchi, il 2% degli americani, ed evita aumenti per la classe media. Ciò avrebbe rimandato l'economia in recessione con un ovvio severo impatto sulle famiglie americane".

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