Fisco: da oggi il Catasto comunica anche i metri quadri. Ecco cosa cambia per la vendita e per le tasse sulla casa

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La riforma del catasto, promessa dal governo per rendere più realistico il valore degli immobili, resta congelata. Ma intanto l’Agenzia delle Entrate ha proseguito sulla strada della trasparenza annunciando la pubblicazione di un altro dato sulle case italiane: i metri quadri. Nato negli anni ’70, il catasto italiano ha preso in considerazione per la valutazione delle case il numero di vani e non la metratura dell’immobile. Ma la pacchia per i possessori di open space di 100 metri quadrati potrebbe essere finita. L’operazione trasparenza del catasto inizia oggi con la comunicazione dei metri quadri delle case italiane. Vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambia per la vendita di casa o il pagamento della tasse come IMU, TASI e TARI.

Fisco: la pubblicazione dei metri quadri

La comunicazione dei metri quadri degli immobili riguarda soltanto alcune categorie: le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria corredate da planimetria e iscritte nei gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici pubblici, ospedali, scuole e così via) e C (box auto, cantine, laboratori, magazzini e negozi).

Per questi immobili sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al catasto sarà a breve disponibile superficie catastale, calcolata al lordo degli spazi accessori e i metri quadrati. La metratura però non comprende, così come deciso dalla legge di stabilità 2014, i balconi, i terrazzi e la aree scoperte di pertinenza e accessorie della casa.

Fisco: cosa cambia per la vendita di casa

Introdurre la metratura della casa nei documenti del catasto ha in caso di vendita grossi vantaggi soprattutto in termini di certezza del valore e risparmio di tempo. Avere un documento dell’Agenzia delle Entrate con indicazioni come la categoria catastale, la classe, la consistenza, la rendita, ma anche i metri quadrati permette all’ipotetico acquirente di avere un documento certificato e completo con tutte le informazioni utili sull’immobile oggetto della vendita. In questo modo di riducono i tempi necessari per verificare la reale superficie dell’immobile. Succede spesso di trovare case in vendita con una metratura “commerciale” diversa da quella reale dell’immobile. Ciò, ovviamente incide fortemente sul prezzo della casa che in questo modo sarà più trasparente e di immediata verifica.

Fisco: cosa cambia per le tasse sulla casa

In realtà l’indicazione dei metri quadri, banchè sia un’informazione importante e utile in determinate circostanze come la vendita, non avrà effetti sul valore catastale dell’immobile. Per superare l’attuale sistema di calcolo del valore dell’immobile sarebbe necessario portare a termine la riforma del catasto così come annunciata. In mancanza della riforma complessiva del catasto il numero dei vani per le case e gli uffici continuerà a determinare la rendita catastale da cui discendono tra l’altro l’IMU, la TASI, l’imposta di registro sulle compravendite e il reddito fondiario degli immobili non locati.

L’unica tassa su cui la pubblicazione dei metri quadri della casa può influire è la TARI, la tassa sui rifiuti calcolata in base alla metratura della casa. Il vantaggio è la possibilità di verificare la superficie della casa ai fini TARI, vale a dire i metri quadri sui quali si applica la tassa sui rifiuti. Grazie alla metratura della casa inserita direttamente nella visura sarà possibile verificare se il comune calcola in modo corretto o meno l’importo di TARI dovuta. In caso di importo errato può essere rettificato direttamente dal contribuente inviando una comunicazione al Comune o all'Agenzia delle Entrate.