Fisco e spese sanitarie, entro il 9 marzo ci si può opporre all'utilizzo: vantaggi, svantaggi, scadenze e modalità

di 08.03.2017 17:40 CET
Sanità
Sanità al collasso Reuters

C’è poco tempo. Entro giovedì 9 marzo, i contribuenti non vogliono consentire al Fisco di utilizzare i dati relativi alle spese sanitarie sostenute nel 2016 per predisporre il modello 730 precompilato hanno ancora la possibilità di opporsi utilizzando il Sistema tessera Sanitaria. Sarà l’ultima chance per farlo dopo le proroghe concesse in questi mesi, a decorrere dal 10 marzo i dati saranno usati automaticamente ai fini della compilazione della dichiarazione dei redditi 2017 che sarà disponibile da metà aprile sul sito dell'Agenzia delle Entrate. 

Informazioni Sanitarie al Fisco: le scadenze

Il 9 marzo sarà dunque l’ultima data utile per esprimere il proprio diniego dopo la scadenza del 9 febbraio, data entro la quale gli enti e i professionisti che erogano le prestazioni hanno comunicato al Fisco i dati.  

La data rappresenta già di per sé una proroga, dato che la scadenza originaria era stata fissata per il 28 febbraio.

730/2017, spese sanitarie: chi deve comunicare

Com'è noto sono obbligati a trasmettere al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni erogate:

  • le strutture autorizzate e non accreditate,
  • gli psicologi,
  • gli infermieri,
  • le ostetriche,
  • le parafarmacie,
  • i tecnici di radiologia medica,
  • gli ottici,
  • i veterinari,
  • le farmacie.

A questi si aggiungono i soggetti che già dal 2016 erano tenuti a rispettare l’obbligo, vale a dire:

  • medici e odontoiatri,
  • strutture accreditate al Sistema Sanitario Nazionale,
  • strutture autorizzate all’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie.

Spese sanitarie: a cosa servono i dati

Le informazioni servono al Fisco per predisporre il modello 730 precompilato. L’inserimento di questi dati nella dichiarazioni fa sì che l’iter diventi più semplice e che il contribuente riceva meno controlli da parte del Fisco.

Nonostante ciò sono in molti che, allo scopo di difendere la propria privacy ed evitare che i propri dati finiscano automaticamente nella propria dichiarazione dei redditi decidono di opporsi.

Ricordiamo che la possibilità di esercitare l’opzione comunicandola direttamente all’Agenzia delle Entrate attraverso l’apposito modello è ormai scaduta. La procedura era infatti disponibile fino al 31 gennaio.

Ad oggi occorre però ricordare che, per evitare l’inserimento automatico delle informazioni sulle spese sanitarie nel 730 precompilato occorre utilizzare il sito del Sistema tessera sanitaria utilizzando le credenziali Fisconline o la Carta Nazionale dei Servizi (Area Riservata – Servizi Assistito SSN – Cittadino).  In questo frangente sarà possibile non solo dire No, ma anche selezionare le singole voci che non devono essere presenti nella dichiarazione.

I contribuenti che decideranno di opporsi alla trasmissione delle proprie spese sanitarie, avranno la possibilità di aggiungerle manualmente alla dichiarazione dei redditi. In questo caso però occorre fare attenzione. L’aggiunta comporta infatti una modifica del modello che, a sua volta, potrebbe far scattere dei controlli sul documento che non ci sarebbero nel caso in cui la dichiarazione fosse accettata senza alcuna integrazione.